“La lotta culturale del movimento Maga non è la nostra”. Una frase pronunciata venerdì dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz, che aveva di fatto bocciato la politica americana di Trump parlando di una rottura tra Usa ed Europa. Una presa di posizione forte, quella teutonica, da cui però ieri Giorgia Meloni ha preso le distanze: “Sono valutazioni politiche”, ha detto il Presidente del Consiglio, “che non rientrano nella competenza dell’Unione europea”. Comunque, pur non condividendo le osservazioni di Merz sul piano politico, il Premier ha riconosciuto la necessità, indicata dal Cancelliere, di un’Europa più autonoma e capace di rafforzare il proprio ruolo soprattutto sul fronte della sicurezza. Allo stesso tempo ha sottolineato l’importanza di preservare la cooperazione transatlantica, ritenuta essenziale per la stabilità dei Paesi europei e per l’Italia. In questo quadro, Meloni ha ribadito che la sfida per l’Unione non è concentrarsi sulle scelte altrui, ma interrogarsi su ciò che deve fare per diventare un attore geopolitico più forte e credibile, in grado di rispondere a un contesto internazionale segnato da conflitti aperti, tensioni economiche e ridefinizione delle alleanze.
Inoltre il Primo Ministro ha annunciato che l’Italia parteciperà come osservatore al board su Gaza, una scelta che va inquadrata all’interno di una strategia di presenza diplomatica nelle principali aree di crisi e nei processi multilaterali. Un impegno che si affianca alla linea di cooperazione con il continente africano, più volte indicato dal governo come centrale per il futuro dell’Europasotto il profilo economico, energetico e della sicurezza.
Relazione tra pari
Tornando alla 39esima sessione ordinaria dell’Assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione Africana, Meloni ha definito la cooperazione come una relazione tra pari, fondata su obiettivi condivisi e sul riconoscimento reciproco delle rispettive specificità. In questa prospettiva ha richiamato il Piano Mattei per l’Africa, presentato come contributo italiano agli obiettivi dell’Agenda 2063 dell’Unione Africana, con investimenti in infrastrutture, agricoltura, sanità, formazione, gestione delle risorse idriche e sviluppo tecnologico. Tra i progetti citati figura il corridoio ferroviario e infrastrutturale di Lobito, destinato a collegare i mercati africani a quelli globali con il coinvolgimento di Italia, Stati Uniti e Unione europea. La strategia include inoltre la collaborazione con le principali agenzie delle Nazioni Unite, la Banca Mondiale e la Banca Africana di Sviluppo, con l’obiettivo di coordinare strumenti finanziari e interventi operativi.
Un capitolo centrale riguarda il debito dei Paesi africani. L’Italia ha avviato un programma di conversione del debito in investimenti per le nazioni più vulnerabili e ha introdotto clausole di sospensione nei prestiti bilaterali per i Paesi colpiti da eventi climatici estremi, con l’obiettivo di liberare risorse per interventi di ricostruzione, infrastrutture e servizi essenziali. Parallelamente, la cooperazione si concentra su istruzione, formazione professionale e partenariati industriali, indicati come strumenti necessari per creare occupazione locale stabile.
Cooperazione multilaterale
Meloni ha infine sottolineato il legame tra sviluppo africano e stabilità europea e su questo ha indicato come priorità la creazione di opportunità economiche nei Paesi di origine per ridurre le cause delle migrazioni forzate. In una fase globale segnata da tensioni geopolitiche e cambiamenti negli equilibri internazionali, il Premier ha indicato nel dialogo e nella cooperazione multilaterale gli strumenti centrali dell’azione internazionale italiana, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’Europa e consolidare relazioni stabili tra le due sponde del Mediterraneo.



