La Corea del Nord ha avvertito che reagirà con una “terribile risposta” ai recenti voli di droni sudcoreani lungo la linea di confine, accusando Seul di aver violato ripetutamente il proprio spazio aereo e di alimentare deliberatamente il rischio di un confronto militare. La dichiarazione, diffusa dai media statali nordcoreani, arriva in un momento di forte instabilità nella penisola, con scambi di accuse sempre più duri e un clima che ricorda le fasi più tese degli ultimi anni. Secondo Pyongyang, i droni sudcoreani avrebbero sorvolato aree sensibili vicino alla zona demilitarizzata, costringendo le forze nordcoreane a “misure difensive immediate”. Seul respinge le accuse, sostenendo che le operazioni si sono svolte interamente nel proprio spazio aereo e che fanno parte di attività di sorveglianza regolari. Il governo sudcoreano ha definito le minacce nordcoreane “retorica irresponsabile”, ma ha rafforzato la vigilanza lungo il confine. Gli analisti sottolineano che l’episodio si inserisce in un contesto già segnato da test missilistici nordcoreani, esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud e un deterioramento costante dei canali diplomatici. La leadership di Kim Jong Un sembra intenzionata a mantenere alta la pressione, utilizzando la retorica militare per consolidare il fronte interno e per ottenere margini negoziali in vista di eventuali colloqui futuri. La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione. Le Nazioni Unite hanno invitato entrambe le parti alla moderazione, ricordando che incidenti anche minori lungo la linea di demarcazione possono degenerare rapidamente. Washington ha ribadito il proprio sostegno a Seul e ha definito le minacce nordcoreane “provocatorie e destabilizzanti”. Per ora, non si registrano movimenti anomali delle forze armate nordcoreane, ma la tensione resta elevata.



