Si è aperta a Monaco la Conferenza sulla Sicurezza, con oltre 60 capi di Stato e di governo e circa 100 ministri in una città blindata da 5.000 agenti. Al centro Ucraina, riarmo europeo e ordine internazionale. Ad aprire i lavori è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha citato Peter Sloterdijk: “L’Europa ha concluso la sua lunga vacanza dalla storia”.
“Abbiamo varcato la soglia di un’epoca segnata dal potere delle grandi potenze”, ha detto, avvertendo che “l’ordine internazionale, basato su diritti e regole, sta per essere distrutto”. Sull’Ucraina: “La guerra finirà solo quando la Russia sarà almeno economicamente e, potenzialmente, militarmente esausta. Ci stiamo avvicinando, ma non ci siamo ancora”.
E ancora: “Dobbiamo fare tutto ciò che è possibile”. Merz ha parlato di “primi colloqui” con Emmanuel Macron sulla deterrenza nucleare europea, nel quadro della condivisione Nato, e ha osservato: “Il Pil russo è circa duemila miliardi di euro, quello Ue quasi dieci volte superiore. Eppure non siamo dieci volte più forti”. Intanto il Coreper lavora al ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, da mantenere “ambizioso” e adottare rapidamente. Lunedì riunione con l’inviato speciale David O’Sullivan, mercoledì nuovo esame dei testi.
“L’orso russo avanza come una lumaca”
Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha invitato a non cedere alla propaganda di Mosca: “I russi stanno subendo perdite sbalorditive: 35.000 morti a dicembre e 30.000 a gennaio”. “Non sono un orso possente. Si muovono in Ucraina con la velocità di una lumaca da giardino”. Per Rutte il sostegno europeo resta “cruciale” e va rafforzato. Kiev parteciperà ai colloqui trilaterali con Mosca e Washington il 17 e 18 febbraio a Ginevra.
Il capo delegazione Rustem Umerov ha parlato di negoziati “seri e responsabili”, mentre il Cremlino ha indicato Vladimir Medinsky alla guida della delegazione russa. A Monaco circolano indiscrezioni su pressioni americane per un’intesa entro l’estate, con richieste di possibili concessioni a Kiev.
Zelensky: industria della difesa e droni
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di “giornata importante” e di “nuovi passi verso la nostra sicurezza comune”. “L’Europa ha bisogno di un’industria della difesa indipendente e forte”, ha detto, offrendo l’esperienza maturata sul campo. Con il ministro tedesco Boris Pistorius ha presentato il primo drone della joint venture tedesco-ucraina: “Moderna tecnologia ucraina. Testata in battaglia. Alimentata dall’intelligenza artificiale. Colpirà, esplorerà, proteggerà i nostri soldati”, ha scritto su X, annunciando diecimila unità entro l’anno. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha poi incontrato il cinese Wang Yi: “Abbiamo discusso degli sforzi di pace e dell’importante ruolo della Cina”, definendo il colloquio “fruttuoso”.
Regole, Onu e riarmo
Per l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas “l’opposto di un mondo basato sulle regole è la tirannia e le guerre”. Ha aggiunto che “le Nazioni Unite non riflettono il mondo com’è attualmente” e che “la responsabilità non funziona”. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha difeso gli investimenti nella difesa: “Creano posti di lavoro e promuovono innovazione”, ricordando il prestito da 90 miliardi all’Ucraina, di cui 60 per la spesa militare. Il segretario di Stato Marco Rubio ha definito “terribili” i bombardamenti russi. L’ambasciatore Usa all’Onu Michael Waltz ha chiesto di mettere l’organizzazione “a dieta”, mostrando un cappello con la scritta “Make the UN Great Again”. Il premier britannico Keir Starmer prepara una proposta per un fondo multilaterale a sostegno del riarmo.
Guerra sul campo e tensioni
Sul terreno il conflitto continua. A Kramatorsk quattro morti, tra cui tre fratelli di 19, 19 e 8 anni. Raid con droni hanno colpito i porti di Odessa e infrastrutture ferroviarie ed energetiche nel sud e nell’est. Kiev ha sanzionato 91 navi della “flotta ombra” russa. La banca centrale russa ha tagliato il tasso di riferimento al 15,5 per cento per sostenere un’economia in rallentamento. Budapest accusa Kiev di interferenze elettorali e di aver ostacolato le forniture tramite l’oleodotto Druzhba. Il Cremlino ha dichiarato di non disporre di informazioni precise.



