Il governo britannico fa quadrato attorno al Primo Ministro Keir Starmer mentre cresce la pressione politica per le sue dimissioni, alimentata dalle critiche dell’opposizione e da una serie di polemiche che nelle ultime settimane hanno messo alla prova la tenuta dell’esecutivo. Nonostante il clima teso, i principali ministri hanno espresso pubblicamente il loro sostegno al premier, definendo “ingiustificate” le richieste di un passo indietro e ribadendo la necessità di garantire stabilità in un momento delicato per il Paese. Secondo fonti interne, la strategia di Downing Street punta a mostrare compattezza e continuità, evitando che le pressioni esterne si trasformino in fratture interne. Diversi membri del governo hanno sottolineato che Starmer mantiene “piena fiducia” nella sua squadra e che le critiche rivolte al premier non riflettono la realtà del lavoro svolto dall’esecutivo su economia, sicurezza e servizi pubblici. La linea è chiara: respingere ogni tentativo di delegittimazione e presentare un fronte unito.
L’opposizione, dal canto suo, insiste nel chiedere chiarimenti e responsabilità politica, sostenendo che la leadership di Starmer sia indebolita e che il Paese necessiti di un cambio di direzione. Alcuni parlamentari conservatori hanno parlato di “crisi di credibilità”, mentre gruppi più radicali chiedono apertamente un voto di sfiducia. Tuttavia, al momento non emergono segnali concreti di defezioni nella maggioranza, né movimenti interni che possano mettere in discussione la posizione del premier. Il contesto resta comunque complesso. L’esecutivo è chiamato a gestire un’economia in rallentamento, tensioni sociali e un’opinione pubblica sempre più polarizzata. In questo scenario, il sostegno dei ministri rappresenta un elemento cruciale per la sopravvivenza politica di Starmer, che punta a superare la tempesta mantenendo il controllo dell’agenda di governo.



