La Corea del Nord terrà il suo 9° Congresso del Partito dei Lavoratori alla fine di febbraio, secondo quanto riferito dall’agenzia statale KCNA. L’annuncio, diffuso nelle prime ore del mattino, conferma l’intenzione del regime di Kim Jong‑un di aprire una nuova fase politica in un momento segnato da tensioni internazionali, difficoltà economiche e un crescente isolamento diplomatico. Il Congresso, evento raro nella vita politica nordcoreana, rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui la leadership definisce le linee strategiche del Paese, dalle priorità economiche ai programmi militari. Secondo gli analisti, la convocazione potrebbe essere legata alla necessità di consolidare il potere interno dopo mesi di pressioni economiche aggravate dalle sanzioni internazionali e da una gestione sempre più rigida delle risorse. Il Congresso offrirà inoltre a Kim l’occasione di ribadire gli obiettivi del programma nucleare e missilistico, tema che negli ultimi mesi ha alimentato nuove frizioni con Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone. Non è escluso che il leader nordcoreano possa annunciare aggiornamenti sulle capacità strategiche del Paese, come già avvenuto in precedenti appuntamenti politici. Sul fronte interno, il regime potrebbe presentare nuove direttive economiche, anche se le possibilità di riforme sostanziali restano limitate. Le informazioni provenienti da Pyongyang indicano un Paese alle prese con carenze alimentari e infrastrutture in difficoltà, mentre la chiusura quasi totale dei confini continua a ostacolare scambi e aiuti. Il Congresso servirà anche a rafforzare la narrativa ufficiale, celebrando la resilienza del Paese e la leadership di Kim in un contesto definito “di sfide senza precedenti”. La comunità internazionale osserva con attenzione. Ogni Congresso nordcoreano è un momento chiave per interpretare le intenzioni del regime, soprattutto sul piano militare.



