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Meloni: “Chi protesta contro le Olimpiadi è nemico dell’Italia”

Sei fermati negli scontri di Milano, la Procura di Bologna valuta l’ipotesi di terrorismo per i sabotaggi ferroviari. Polemica politica tra accuse dell’opposizione e linea dura della maggioranza. E scoppia il caso Pucci
lunedì, 9 Febbraio 2026
4 minuti di lettura

Le parole più dure sono arrivate ieri, a poche ore dagli scontri di Milano avvenuti sabato. Giorgia Meloni ha condannato senza mezzi termini le violenze esplose durante la manifestazione contro l’arrivo della Fiamma olimpica e l’apertura dei Giochi invernali Milano-Cortina 2026. Ha usato parole di fuoco, il Presidente del Consiglio, che ha definito i responsabili “nemici dell’Italia e degli italiani” e ha denunciato il fatto che le immagini delle violenze sono destinate a finire “sulle televisioni di mezzo mondo” proprio mentre migliaia di persone lavorano per la riuscita dell’evento.

Il Premier, che ha utilizzato i propri social per questo ‘sfogo’, ha poi espresso solidarietà alle forze dell’ordine, alla città di Milano e ai volontari impegnati nell’organizzazione. Ed è tornato su quelle “bande di delinquenti” che vogliono vanificare il lavoro del Paese, collegando i disordini anche ai sabotaggi ferroviari registrati nelle stesse ore.

Gli scontri

Gli incidenti sono scoppiati sabato nel quartiere Corvetto, nel capoluogo lombardo, dove gruppi di manifestanti avevano lanciato petardi, pietre e altri oggetti contro gli agenti schierati per il servizio d’ordine. La risposta delle forze di polizia è arrivata con lacrimogeni e idranti. Il bilancio parla di almeno sei giovani fermati, mentre la protesta, nata contro le Olimpiadi, si è trasformata rapidamente in guerriglia urbana, con danni, tensione diffusa e ripercussioni sull’immagine internazionale dell’Italia a ridosso dell’apertura ufficiale dei Giochi.

Parallelamente agli scontri milanesi l’attenzione degli investigatori si è concentrata sui sabotaggi alla rete ferroviaria. Nei pressi della stazione di Castel Maggiore, nel Bolognese, sono stati trovati cavi tranciati e un ordigno rudimentale. La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo contro ignoti e valuta le ipotesi di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Le indagini, condotte in stretto raccordo con la polizia, mirano a chiarire eventuali collegamenti tra gli episodi e a individuare i responsabili. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già annunciato che, una volta identificati gli autori dei sabotaggi, chiederà il risarcimento dei danni, definiti “milionari”, per i disagi causati a migliaia di passeggeri.

“Troppi complici”

Dal Centrodestra è arrivata una condanna compatta. La Lega ha parlato di “troppi complici a sinistra di violenti e teppisti” e invocato tolleranza zero. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha sostenuto che chi agisce come visto a Milano e Torino non attacca il Governo pro tempore, ma “lo Stato, la Repubblica, l’Italia” e ha aggiunto che tollerare simili comportamenti significherebbe indebolire il Paese. Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito le azioni “un tentativo di screditare la Nazione e portare il Paese nel caos” mentre il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha espresso vicinanza alle forze dell’ordine chiamate ancora una volta a fronteggiare violenze di piazza.

Numerosi esponenti di Fratelli d’Italia hanno evocato l’ipotesi di un disegno eversivo dietro violenze e sabotaggi e hanno quindi chiesto alle opposizioni una dissociazione chiara e senza ambiguità. Dalla stessa area politica è arrivata la richiesta di applicare con il massimo rigore le misure sulla sicurezza e di isolare chi devasta le città. Anche Forza Italia, con la Senatrice Stefania Craxi, ha parlato di “atti vigliacchi e inaccettabili” che mettono a rischio la sicurezza pubblica. La Ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli ha definito i responsabili “criminali codardi” e ha ribadito il sostegno alle forze dell’ordine, mentre il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha collegato le violenze alla necessità di strumenti normativi più incisivi per tutelare cittadini e agenti.

Distrazioni politiche

Di segno diverso le reazioni dell’opposizione. Dal Partito democratico sono arrivate critiche a un Governo ritenuto incapace di garantire sicurezza e accusato di cercare distrazioni politiche. Il Movimento 5 Stelle ha condannato le violenze, ma parlato di fallimento delle politiche sulla sicurezza, aggiungendo inoltre che la maggioranza starebbe strumentalizzando gli episodi. +Europa, con Riccardo Magi, ha detto che le norme per prevenire simili fatti esistono già e che il problema riguarda la loro applicazione. Condanna netta degli scontri anche da Italia viva, con Ivan Scalfarotto che ha definito “criminale” chi attacca le forze dell’ordine, e da Azione, con Carlo Calenda, che ha parlato di atti “demenziali oltre che criminali” da perseguire rapidamente.

Sulle proteste è intervenuto anche il Comitato olimpico internazionale. Il portavoce Mark Adams ha ricordato che il dissenso politico è legittimo e diffuso in molti Paesi, ma la violenza “non ha alcun ruolo nei Giochi olimpici”, che dovrebbero rappresentare un messaggio di unità e pace. Adams ha inoltre chiarito che non risultano presenze di agenti statunitensi dell’Ice a Milano, smentendo così una delle voci circolate tra i manifestanti nelle ore della protesta.

Caso Pucci

La giornata politica di ieri è stata caratterizzata anche dalla vicenda legata al comico Andrea Pucci che ha annunciato la rinuncia alla co-conduzione del Festival di Sanremo a causa di insulti, minacce ed epiteti rivolti anche alla sua famiglia, giudicati “incomprensibili e inaccettabili” e tali da alterare il rapporto di fiducia con il pubblico. L’artista ha rivendicato una carriera di oltre trent’anni fondata sulla satira di usi e costumi e ha respinto ogni accusa di odio, sostenendo che termini come omofobia e razzismo non appartengono al suo modo di pensare. La sua scelta ha immediatamente acceso il confronto tra maggioranza e opposizione. Giorgia Meloni ha espresso solidarietà e ha chiamato in causa un clima di intimidazione e di “deriva illiberale”, posizione condivisa dal Vicepremier Matteo Salvini, dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal Presidente del Senato Ignazio La Russa, che hanno difeso la libertà di espressione artistica e criticato il politicamente corretto.

Dall’opposizione sono invece arrivate accuse di strumentalizzazione. Matteo Renzi ha criticato l’attenzione del Governo sul caso rispetto a temi economici e sociali più urgenti, mentre esponenti del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle hanno respinto l’idea di una deriva censoria e hanno attaccato la maggioranza per l’uso politico della vicenda e per presunti tentativi di controllo dell’informazione pubblica.

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