Le Nazioni Unite lanciano un nuovo allarme sul Sudan: la carestia si sta diffondendo rapidamente nel Darfur settentrionale, una delle regioni più colpite dal conflitto tra l’esercito sudanese e le Forze di Supporto Rapido (RSF). Secondo gli ultimi rapporti delle agenzie umanitarie, intere comunità sono ormai sull’orlo del collasso, con livelli di malnutrizione acuta che superano le soglie di emergenza e un accesso agli aiuti quasi del tutto interrotto. La situazione è resa drammatica dall’intensificarsi dei combattimenti, che hanno isolato città e villaggi, impedendo ai convogli umanitari di raggiungere le aree più vulnerabili. Le scorte di cibo sono esaurite, i mercati non funzionano più e le famiglie sopravvivono con quantità minime di cereali o con ciò che riescono a raccogliere in zone sempre più pericolose. Le immagini raccolte dagli operatori sul campo mostrano bambini gravemente malnutriti e ospedali privi di medicinali essenziali. L’ONU avverte che, senza un immediato cessate il fuoco e un corridoio sicuro per gli aiuti, il Darfur settentrionale potrebbe affrontare una carestia su larga scala nelle prossime settimane. La mancanza di carburante, la distruzione delle infrastrutture e la presenza di gruppi armati rendono quasi impossibile qualsiasi intervento coordinato. Nel frattempo, la crisi alimentare si intreccia con un quadro di violenze diffuse: saccheggi, sfollamenti forzati e attacchi contro civili continuano a essere segnalati in tutta la regione. Più di otto milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case dall’inizio del conflitto, trasformando il Sudan in una delle peggiori crisi umanitarie del mondo. La comunità internazionale chiede un’azione urgente, ma i negoziati tra le parti restano bloccati e le iniziative diplomatiche non hanno ancora prodotto risultati concreti.



