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Volodymyr Zelensk, Presidente dell’ Ucraina

Colloqui trilaterali ad Abu Dhabi: liberati 157 prigionieri, continuano gli attacchi

Mosca parla di “progressi”, accusa l’Europa di sabotare il dialogo e insiste sul Donbass. Zelensky: “I nostri territori sono nostri”. Ambasciata russa in Italia: accuse di cyberattacchi “pretestuose”
venerdì, 6 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

I colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Russia e Ucraina ad Abu Dhabi hanno prodotto alcuni risultati concreti, ma non hanno inciso sull’andamento del conflitto. Mosca parla di “progressi” nel dialogo, mentre Kiev conferma che le trattative proseguiranno, pur definendole complesse e prive, per ora, di garanzie sostanziali. Il principale risultato dell’incontro è stato un nuovo scambio di prigionieri, con 157 persone liberate per parte, mediato da Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti. Le autorità ucraine hanno precisato che molti dei militari rilasciati erano detenuti dal 2022 e saranno ora sottoposti a cure mediche e programmi di riabilitazione. Lo scambio viene indicato da entrambe le parti come un segnale di continuità del canale negoziale.

Sul piano politico restano distanze profonde. La Russia continua a indicare il riconoscimento del controllo sul Donbass come condizione centrale per qualsiasi accordo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che Kiev non accetterà “decisioni unilaterali” sulla sovranità territoriale, sottolineando che “i nostri territori sono nostri, anche se temporaneamente occupati”. Zelensky ha inoltre parlato di decine di migliaia di soldati ucraini uccisi e numerosi dispersi dall’inizio dell’invasione, mentre il ministero della Difesa ha rivendicato oltre 30.000 militari russi uccisi nel solo mese di gennaio, dati non verificabili in modo indipendente.

Sostegno Ue e asse Varsavia-Kiev

Durante una visita a Kiev, il primo ministro polacco Donald Tusk e Zelensky hanno firmato una dichiarazione di intenti per avviare la produzione congiunta di armi e munizioni, estendendo la cooperazione anche allo sviluppo di nuove tecnologie di difesa. L’intesa rafforza il ruolo della Polonia come uno dei principali sostenitori militari dell’Ucraina.

A Bruxelles intanto prende forma l’ipotesi di nominare un inviato speciale dell’Unione europea per l’Ucraina, per garantire una presenza diretta dell’Ue nei futuri negoziati. L’idea, sostenuta da Lettonia ed Estonia, è ora all’esame del Consiglio europeo, mentre restano da chiarire ruolo e mandato della figura. Nel clima di crescente tensione, l’ambasciata russa in Italia ha risposto in modo ironico alle accuse del ministro degli Esteri Antonio Tajani su presunti cyberattacchi di matrice russa contro obiettivi italiani. In un messaggio diffuso sui social, la rappresentanza diplomatica ha sostenuto che Mosca viene indicata come responsabile “di tutto e sempre”, respingendo le accuse come parte di una narrativa ostile.

Diplomazia tesa e sicurezza strategica

Il contesto resta segnato da forti tensioni diplomatiche. Mosca ha espulso un diplomatico tedesco in risposta a una misura analoga adottata da Berlino, mentre il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha accusato alcuni Paesi europei di tentare di sabotare i negoziati, definendo “non serie” le aperture diplomatiche francesi. Sul piano della sicurezza globale, la scadenza del trattato New START ha aperto un vuoto nel controllo degli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Russia. Mosca ha espresso rammarico per la fine dell’accordo, sostenendo di aver proposto una proroga senza risposta, mentre le Nazioni Unite hanno lanciato un allarme sul rischio di una nuova fase di instabilità.

Sanzioni, tecnologia e guerra sul terreno

Un’inchiesta del Financial Times ha ricostruito i meccanismi con cui Mosca aggirerebbe le sanzioni occidentali attraverso reti di pagamento parallele basate su strumenti finanziari alternativi, contante e criptovalute. Sul piano militare-tecnologico, Kiev ha annunciato che le truppe russe hanno perso l’accesso ai terminali Starlink utilizzati in prima linea, dopo l’introduzione di un sistema di verifica che consente il funzionamento solo dei dispositivi autorizzati. Intanto, la guerra continua a colpire le città ucraine. Nella notte tra martedì e mercoledì nuovi attacchi russi con droni hanno interessato Kiev e altre aree urbane, provocando incendi e almeno un ferito.

Le infrastrutture energetiche restano tra gli obiettivi principali. Il sindaco della capitale, Vitaliy Klitschko, ha dichiarato che oltre 1.100 edifici residenziali resteranno senza riscaldamento per almeno due mesi, dopo i gravi danni a una centrale termoelettrica. Blackout e razionamenti dell’energia sono stati confermati anche in altre regioni del Paese.

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