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Cna e Confartigianato: Appalti pubblici lontani dalle micro e piccole imprese

Barriere burocratiche, scarsa trasparenza e regole che penalizzano il 96% del sistema produttivo
giovedì, 5 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Il mercato degli appalti pubblici continua a non essere a misura di micro e piccole imprese. Pur rappresentando oltre il 96% del sistema produttivo italiano, queste imprese possono accedere teoricamente solo al 17% del mercato e ne intercettano appena il 5%. È quanto hanno evidenziato Cna e Confartigianato nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare per la semplificazione.

Piccole imprese sotto attacco

Alla base di questo divario, secondo le due associazioni, vi sono numerose barriere che colpiscono in modo sproporzionato le imprese di minori dimensioni: complessità documentale dei bandi, clausole contrattuali poco leggibili, eccessivo tecnicismo giuridico, frammentazione delle prassi amministrative e una digitalizzazione che spesso finisce per moltiplicare, anziché ridurre, gli oneri burocratici. In molte gare, infatti, il numero degli allegati supera il centinaio di documenti, rendendo difficile individuare obblighi, rischi e condizioni economiche del contratto.

Appalti e contratti, regole non chiare

Cna e Confartigianato hanno inoltre sottolineato come anche il principio di risultato introdotto dal nuovo Codice dei contratti pubblici rischi di essere svuotato di significato se interpretato esclusivamente come accelerazione delle procedure. La mancanza di chiarezza e proporzionalità incide negativamente sulla qualità della concorrenza e sulla sostenibilità dei contratti, scoraggiando la partecipazione delle micro e piccole imprese. Meno del 30% dei bandi, infatti, fornisce un elenco dettagliato delle fonti normative e documentali. Anche dopo l’affidamento, la trasparenza resta insufficiente: meno di un terzo delle stazioni appaltanti garantisce piena accessibilità alle informazioni di gara e il 40% non pubblica i dati relativi all’aggiudicazione.

Lotti, vincono i grandi

Particolarmente critica è la scarsa suddivisione degli appalti in lotti funzionali. Solo il 10% dei bandi prevede il frazionamento, spesso senza adeguata motivazione. La scelta del lotto unico favorisce operatori molto strutturati ed esclude imprese locali pienamente qualificate, riducendo pluralità e concorrenza.

Semplificare per essere chiari

Per Cns e Confartigianato è quindi necessario orientare le politiche di semplificazione verso una trasparenza sostanziale: documenti di gara più chiari e sintetici, reale interoperabilità delle piattaforme digitali nel rispetto del principio del “once only”, standardizzazione delle prassi e suddivisione degli appalti in lotti come regola. Solo così il principio di risultato potrà tradursi in maggiore accesso al mercato, concorrenza effettiva e qualità dell’azione amministrativa, a beneficio dell’intero sistema economico.

Energia, costi e trasparenza

Le due associazioni hanno infine richiamato l’attenzione anche sul mercato dell’energia, evidenziando la necessità di migliorare trasparenza e chiarezza delle informazioni nei rapporti contrattuali. In particolare, la complessità delle bollette e la distinzione poco comprensibile tra “costo della materia prima” e “oneri di sistema” impediscono una reale comparazione delle offerte. Inoltre, Arera non ha esteso alle microimprese le stesse tutele e semplificazioni linguistiche previste per i consumatori domestici.

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