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Cyberattacchi filorussi contro obiettivi italiani. Ad Abu Dhabi riprendono i colloqui trilaterali

Gruppo hacker rivendica attacchi Ddos. Ad Abu Dhabi i negoziati entrano nella fase militare. Kiev parla di “chiarimenti”, Mosca ribadisce il no ai contingenti occidentali. Ue: “Nessun segnale di vera volontà di pace”. Sette morti a Druzhkivka.
giovedì, 5 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

La tensione legata alla guerra in Ucraina si è estesa anche al dominio cibernetico. Un gruppo di hacker filorussi ha rivendicato una serie di attacchi informatici di tipo Ddos contro siti istituzionali italiani, sedi diplomatiche all’estero e strutture collegate alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Nel messaggio di rivendicazione, le azioni vengono motivate con il sostegno politico e militare dell’Italia a Kiev e con il prolungamento degli aiuti italiani nel corso del 2026. Secondo le autorità italiane, gli attacchi non hanno provocato disservizi rilevanti né compromissioni dei sistemi, grazie alle misure di sicurezza già attive. Le infrastrutture digitali legate agli eventi olimpici restano sotto monitoraggio rafforzato, all’interno di un dispositivo di protezione cibernetica operativo in modo continuativo.

Colloqui ad Abu Dhabi

Dopo una prima sessione definita “costruttiva” dalla delegazione ucraina, i colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi sono entrati in una nuova fase, concentrata prevalentemente sulle questioni militari. Kiev parla di chiarimenti preliminari, ma riconosce che restano profonde divergenze sui nodi centrali. Mosca ha ribadito il rifiuto a qualsiasi ipotesi di dispiegamento di contingenti occidentali, definendo “inaccettabile” una coalizione dei volenterosi e avvertendo che eventuali forze straniere verrebbero considerate obiettivi legittimi. L’Ucraina chiede segnali concreti sulla disponibilità russa a fermare le operazioni militari, sostenendo che senza un cessate il fuoco verificabile non potrà esserci alcun progresso.

Xi sente Trump e rafforza il dialogo con Mosca

Sul piano internazionale si è inserito il dialogo tra Washington e Pechino. Il presidente statunitense Donald Trump ha definito “eccellente” la conversazione telefonica con il leader cinese Xi Jinping, durante la quale sono stati affrontati i principali dossier globali, dalla guerra in Ucraina a Taiwan, dall’Iran agli scambi commerciali ed energetici. Xi ha ribadito il sostegno cinese a ogni sforzo volto a una soluzione politica del conflitto, in un contesto reso più sensibile dall’imminente scadenza del trattato New START sul disarmo nucleare. Mosca continua intanto a difendere la propria linea. Il ministro degli Esteri russo ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di anteporre interessi politici personali a un accordo di pace, mentre il Cremlino sostiene che le operazioni militari proseguiranno finché Kiev non adotterà “decisioni appropriate”.

Bruxelles e prestito a Kiev

Bruxelles mantiene una posizione critica nei confronti di Mosca. La Commissione europea accusa il Cremlino di sfruttare il quadro negoziale per continuare gli attacchi contro infrastrutture civili e afferma di non aver rilevato segnali concreti di disponibilità russa a seri colloqui di pace. Il Parlamento europeo terrà il 24 febbraio una sessione plenaria straordinaria dedicata all’Ucraina, nel quarto anniversario dell’invasione russa, durante la quale è previsto il voto sul prestito da 90 miliardi di euro a sostegno di Kiev, finanziato attraverso emissioni di debito comune garantite dal bilancio Ue. I rappresentanti permanenti degli Stati membri hanno già raggiunto un’intesa sulla posizione del Consiglio, aprendo anche alla partecipazione di Paesi terzi, come il Regno Unito, nella fornitura di sistemi d’arma in cambio di un contributo finanziario.

Attacchi e crisi energetica

Sul terreno i combattimenti continuano. Nella regione orientale di Donetsk, un attacco russo contro la città di Druzhkivka ha provocato almeno sette morti e diversi feriti, colpendo un’area commerciale e infrastrutture civili. Nelle stesse ore, droni russi hanno colpito la regione di Odessa, causando incendi e danni a edifici residenziali. A Zaporizhzhia oltre 53 mila utenze sono rimaste senza elettricità, mentre a Kiev più di 1.100 edifici risultano ancora privi di riscaldamento, in un contesto di emergenza energetica aggravata dalle temperature invernali.

Pressioni sull’economia russa

Sul fronte economico emergono segnali di crescente pressione sull’economia russa. Secondo stime interne, il deficit di bilancio potrebbe ampliarsi nel corso del 2026 a causa del calo delle entrate petrolifere, degli sconti applicati alle esportazioni e dell’aumento della spesa pubblica, in un contesto segnato da sanzioni e tassi di interesse elevati.

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