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eDreams multata per 9 milioni dall’Antitrust: ‘dark patterns’ e ostacoli al recesso per l’abbonamento Prime

mercoledì, 4 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Una sanzione di 9 milioni di euro alle società Vacaciones eDreams S.L., eDreams International Network S.L. ed eDreams S.r.l. per due distinte pratiche commerciali scorrette legate all’uso dei cosiddetti dark patterns nei servizi digitali. È la multa inflitta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Secondo l’Agcom, nello specifico, le società avrebbero adottato tecniche di persuasione visiva ed emotiva sui propri siti web e sulle app per la vendita di voli e soggiorni, inducendo i consumatori ad aderire all’abbonamento Prime anche in modo inconsapevole. In particolare l’offerta sarebbe stata presentata con informazioni ambigue su caratteristiche e benefici, facendo leva su pressione temporale e scarsità artificiale per accelerare le decisioni d’acquisto. L’Autorità ha inoltre rilevato una rappresentazione ingannevole degli sconti e una comunicazione poco trasparente delle differenze di prezzo legate al canale di accesso (diretto o tramite metasearch) e allo stato di adesione a Prime.
La libertà di scelta dei consumatori risulta compromessa anche dalla preselezione dell’opzione più costosa (Prime Plus) e dall’addebito immediato dell’abbonamento annuale agli utenti non idonei al periodo di prova gratuita, senza un’adeguata informazione preventiva. Queste condotte, ritenute ingannevoli e aggressive, hanno comportato una prima sanzione di 6 milioni di euro per violazione di diversi articoli del Codice del consumo.

Seconda pratica scorretta

L’Autorità ha inoltre accertato che le società hanno ostacolato l’esercizio del diritto di recesso da parte dei consumatori, sia prima della scadenza del periodo di prova sia durante la vigenza dell’abbonamento Prime, attraverso strategie di trattenimento attuate anche tramite il servizio clienti. Questa seconda pratica configura una pratica commerciale aggressiva, in violazione degli articoli 20, 24, 25 e 26, lettera f), del Codice del consumo, e ha portato a una ulteriore sanzione pari a 3.000.000 euro.

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