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WhiteDate, il Tinder suprematista cancellato da una donna

Cancellare un intero social network con un clic, vestiti da Pink Ranger. L'azione dell'hacker Martha Root contro WhiteDate ha ottenuto lo scopo di oscurare il sito dove l'odio razziale cercava di mimetizzarsi tra un caffè e un appuntamento galante
martedì, 3 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Sul palco di un grande congresso di hacker ad Amburgo è andata in scena una fine annunciata. Martha Root, attivista informatica tedesca, ha premuto un tasto e ha eliminato dal web WhiteDate, un sito di incontri nato per far conoscere persone con ideologie razziste e suprematiste. E lo ha fatto mascherata da eroina rosa, una vera e propria Pink Ranger. I server si sono spenti sotto gli occhi di tutti i presenti, portando via con sé i dati di migliaia di iscritti che cercavano l’anima gemella “ariana“.

Perché proprio il rosa

Naturalmente il travestimento aveva un forte significato simbolico e provocatorio. Presentarsi in un costume colorato e pop contrastava fortemente con l’ideologia estremista dei siti che stava cancellando, sottolineando con umorismo l’assurdità e la pericolosità di quell’estremismo. Il Pink Ranger, poi, è stato un personaggio tv spesso associato a valori di giustizia, cooperazione e diversità nelle serie per ragazzi, diventando qui simbolo di lotta contro il razzismo e la supremazia bianca, una sorta di “giustizia digitale con stile”.

Il costume ha sicuramente aiutato anche a rendere l’intervento più memorabile davanti a una platea internazionale e nei video diffusi online, trasformando l’hacking in una azione pubblica di denuncia ancora più efficacee spettacolo politico-culturale.

Il “Villaggio dei Puffi” dei nazisti

Al momento della chiusura il sito contava circa 8.000 iscritti. I numeri svelano che l’86% degli utenti erano uomini, contro appena il 14% di donne. Un rapporto di genere che, come ha ironizzato la stessa Root, faceva sembrare “il Villaggio dei Puffi un paradiso per femministe”. Questa sproporzione non è solo un dettaglio, dimostra che il desiderio di creare una “razza pura” si scontra con la realtà. Resta solo una comunità di soli uomini che finiscono per parlarsi addosso, alimentando la propria rabbia in un isolamento che la tecnologia non è riuscita a rompere.

Molto più di un sito di incontri

Sotto l’apparenza di una normale app per trovare l’amore, gli utenti non cercavano simpatia o interessi comuni, ma partner che volessero generare molti figli per difendere la razza. Il sito serviva a creare una rete internazionale di estremisti, collegando conservatori americani e fascisti europei. Il flirt era solo una scusa, l’obiettivo reale era reclutare persone e unirle in una comunità chiusa, dove l’odio diventava il requisito principale poterne fare parte.

L’odio che cerca di nascondersi

L’azione di Martha Root è importante perché ha smascherato questi gruppi. Se l’estremismo cerca di sembrare “normale” usando le app e lo smartphone, l’attivismo risponde spegnendo la macchina. Cancellare WhiteDate significa togliere a queste persone un posto dove sentirsi al sicuro e protetti. La sfida ora è capire dove si sposteranno, perché spegnere un sito è facile, ma cancellare l’isolamento che spinge certe persone a iscriversi è tutta un’altra storia.

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