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Torino, la linea del governo dopo gli scontri: “Non protesta, ma violenza organizzata”

Meloni alle Molinette dai poliziotti feriti parla di tentato omicidio e chiede una risposta giudiziaria ferma. Oggi riunione sul decreto Sicurezza. Crosetto evoca le Br, Salvini invoca tolleranza zero. Arrestato uno degli aggressori dell’agente Calista
lunedì, 2 Febbraio 2026
4 minuti di lettura

I numeri parlano chiaro e fanno capire la guerriglia urbana che c’è stata sabato a Torino durante la manifestazione nazionale indetta in risposta allo sgombero della sede di Askatasuna: il bilancio finale degli scontri è stato di oltre 100 feriti tra forze dell’ordine e manifestanti. Una cosa indegna che ha portato ieri Giorgia Meloni a recarsi all’ospedale Le Molinette per incontrare i due agenti rimasti particolarmente contusi, tra cui Alessandro Calista, il poliziotto di 29 anni (del Reparto Mobile di Padova) accerchiato e colpito con estrema violenza. “L’Italia giusta è al vostro fianco e vi sostiene. Sempre” ha scritto sui social il Premier che ha spiegato di aver portato, a nome del Paese, la solidarietà a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti.

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la visita ai due agenti delle forze dell’ordine, ancora ricoverati all’ospedale Le Molinette

Il Primo Ministro è rimasto particolarmente colpito per quanto visto e saputo in merito agli scontri e sempre tramite i suoi social ha descritto le modalità degli attacchi da parte degli antagonisti: martelli, molotov, bombe carta riempite di chiodi, pietre lanciate con catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer utilizzati per impedire le comunicazioni. “Erano lì per farci fuori”, ha riferito citando le parole di un agente per poi usare toni duri: “Questi non sono manifestanti, sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri: si chiama tentato omicidio”.
E il Primo Ministro ha quindi chiesto alla Magistratura di valutare i fatti “per quello che sono” e quindi applicare le norme già esistenti “senza esitazioni”, affinché alle denunce seguano conseguenze concrete. E ha fatto notare che se i poliziotti avessero reagito agli aggressori, sarebbero finiti immediatamente sotto inchiesta: “Se non riusciamo a difendere chi ci difende non esiste più lo Stato di diritto”. Meloni ha quindi annunciato che nella giornata di oggi ci sarà una riunione di Governo dedicata alle minacce all’ordine pubblico e alla valutazione delle nuove norme del decreto Sicurezza.

“Bande armate”

Durissima anche la presa di posizione del Ministro della Difesa Guido Crosetto che ha parlato di “guerriglia urbana” condotta da oltre mille persone organizzate militarmente, dotate di spranghe, scudi, maschere antigas e strumenti offensivi: “Non sono manifestanti, sono bande armate che colpiscono lo Stato e chi lo serve e devono essere combattute come furono combattute le Brigate Rosse”. Sulla vicenda hanno detto la loro anche i due Vicepremier. Matteo Salvini ha rivendicato l’arresto di uno degli aggressori grazie alla norma sulla flagranza differita e ha chiesto che non ci sia “nessuna tolleranza” verso i violenti e che l’approvazione del nuovo decreto Sicurezza avvenga in tempi rapidi. Sulla stessa linea il Ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha definito il pacchetto sicurezza lo strumento per fermare il ritorno della violenza politica nelle città.
A esprimere ringraziamento e vicinanza al personale di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza rimasto ferito è stato il Capo della Polizia Vittorio Pisani mentre il Sindaco di Torino ha spiegato di aver ricevuto la solidarietà del Governo e ha annunciato che il Comune sabaudo si costituirà parte civile nei procedimenti giudiziari. Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha parlato di un attacco premeditato allo Stato e ha ribadito la necessità di un’approvazione rapida del decreto Sicurezza e ha parlato dell’utilità dei fermi preventivi per evitare episodi simili.

Le reazioni politiche

Tante, tantissime le reazioni politiche, a partire dalle più alte cariche dello Stato. Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha chiesto un’informativa al Governo mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso gratitudine alle forze dell’ordine. Nel Centrodestra i Capigruppo di Fratelli d’Italia alla Camera e al Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, hanno chiesto che il Ministro Piantedosi riferisca al più presto in Parlamento mentre il Presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri ha parlato di “offensiva terroristica”. Il presidente di Noi moderati Maurizio Lupi ha detto che Torino “è stata presa in ostaggio da un gruppo di violenti” e che “manifestare pacificamente è un diritto; lanciare bombe carta e razzi contro la polizia significa mettere a rischio la città e le persone”.
Secondo la Segretaria del Pd Elly Schlein le forze dell’ordine sono un patrimonio dello Stato e non una questione di parte, “per questo siamo preoccupati dalle strumentalizzazioni che sentiamo anche in queste ore e per cui ho chiamato il Presidente del Consiglio, perché in questo momenti le istituzioni devono unire e non dividere”. Sempre dall’opposizione Matteo Renzi ha parlato di “teppisti rossi” e di “offensiva terroristica” e ha chiesto a gran voce che la sinistra rompa i legami con chi giustifica i violenti. Il Deputato del Movimento 5 Stelle Sergio Costa ha condannato le violenze, ma ha aggiunto che “oltre 20mila persone” avrebbero partecipato pacificamente e che una “piccola frangia” avrebbe assunto “modi violenti e terroristici”. La Deputata dem Debora Serracchiani ha denunciato il rischio di accusare Centrosinistra e Magistratura di complicità con i violenti. Da segnalare che una delegazione del Partito Democratico si è recata alle Molinette per portare solidarietà agli agenti feriti. Infine il Deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli ha definito i responsabili “teppisti criminali” mentre Nicola Zingaretti ha parlato di atti “contro la democrazia e il diritto di espressione”.

Capitolo giudiziario

Le indagini hanno portato la Digos ad arrestare in flagranza un 31enne e un 35enne italiani per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Arrestato poi in flagranza differita un 22enne della provincia di Grosseto per concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale, rapina e violenza. Sarebbe uno degli aggressori di Calista: è stato individuato attraverso l’analisi dei filmati dell’aggressione all’agente del Reparto Mobile di Padova, al quale sarebbero stati sottratti scudo, U-bot e maschera antigas.

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