La nuova tranche di documenti legati al caso Epstein continua ad allargare il perimetro delle personalità citate nelle carte, alimentando un dibattito che sembra non esaurirsi mai. Tra i nomi che emergono in questa tornata figurano ancora una volta Elon Musk, l’ex principe coinvolto nelle precedenti indagini e l’ex presidente Bill Clinton, già menzionati in più occasioni nelle comunicazioni interne del finanziere. Le citazioni non equivalgono a un’accusa formale, ma confermano la vastità della rete di contatti che Epstein coltivava negli anni in cui costruiva il suo impero di relazioni. A sorprendere gli analisti è però la presenza, tra i riferimenti incrociati, del regista del recente docufilm Melania, un nome finora mai associato al caso. Secondo quanto emerge dai file, il cineasta sarebbe apparso in alcune note interne e in scambi di messaggi relativi a eventi mondani e progetti mediatici. Non è chiaro quale fosse la natura del rapporto, né se si trattasse di semplici contatti professionali, ma la sua inclusione conferma quanto eterogeneo fosse il mondo orbitante attorno a Epstein. Gli investigatori sottolineano che la maggior parte dei documenti contiene menzioni indirette, articoli, inviti e riferimenti contestuali, non necessariamente indicatori di coinvolgimento. Tuttavia, la pubblicazione continua a generare interrogativi sulla capacità del finanziere di intrecciare relazioni con figure di primo piano della politica, della tecnologia, dell’intrattenimento e della diplomazia. La desecretazione procede a ondate, e ogni rilascio aggiunge nuovi tasselli a un mosaico complesso, in cui nomi celebri si intrecciano a vicende ancora poco chiare. Per ora, la certezza è una sola: il caso Epstein continua a proiettare ombre lunghe, e ogni documento reso pubblico amplia ulteriormente la portata di una storia che il pubblico americano — e non solo — fatica a lasciarsi alle spalle.



