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Confcommercio: energia, bollette ancora troppo care per le imprese

Costi ben sopra i livelli pre-Covid. Lettera al ministro Pichetto Fratin per misure strutturali
domenica, 1 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Nel corso del 2025 i prezzi all’ingrosso del gas e dell’energia elettrica hanno attraversato una fase di riduzione, sostenuta anche dagli interventi governativi di contenimento degli oneri. Nei primi cinque mesi dell’anno, rispetto ai livelli di inizio 2025, il gas ha registrato un calo del 28% e l’energia elettrica del 36%. Una dinamica che, tuttavia, non ha trovato conferma nella parte finale dell’anno, segnata da una nuova risalita dei prezzi.

Costi superiori ai livelli pre Covid

Il risultato è che le bollette delle imprese restano ampiamente superiori ai livelli pre-Covid. In media, nel 2025, la bolletta elettrica delle imprese del terziario di mercato risulta più alta del 28,8% rispetto al 2019, ultimo anno considerato “normale” prima della pandemia e delle successive turbolenze dei mercati energetici. Ancora più marcato l’aumento per il gas, che nello stesso periodo registra un incremento del 70,4%. Il confronto tra il quarto trimestre del 2025 e lo stesso periodo del 2019 evidenzia ulteriori rincari: +38,9% per l’energia elettrica e +52,6% per il gas.

I costi degli oneri di sistema

A incidere in modo rilevante sulle bollette elettriche non è soltanto la componente energia, che rappresenta circa il 60% del totale, ma anche gli oneri generali di sistema, tornati a pesare per quasi il 20% dopo la conclusione delle misure emergenziali. È quanto emerge dall’Osservatorio Confcommercio Energia (OCEN) di gennaio, che analizza l’impatto dei costi energetici sulle imprese del terziario di mercato.

Lettera al ministro Pichetto Fratin

Alla luce di questi dati e in vista di un nuovo intervento normativo in materia di energia, Confcommercio ha inviato una lettera al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per sollecitare l’adozione di strumenti strutturali a tutela delle imprese, in particolare delle piccole e medie. Nel documento si sottolinea la necessità di rendere permanenti gli interventi sugli oneri di sistema e di avviare una riforma del mercato elettrico che consenta il disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas, garantendo alle PMI prezzi più stabili e sostenibili. Confcommercio auspica inoltre una maggiore partecipazione delle PMI ai meccanismi di Energy Release e il rafforzamento degli strumenti di supporto alla domanda, come il Conto Termico, per accompagnare le imprese nel percorso di transizione verso l’autoproduzione e l’efficienza energetica.

Alberghi i più penalizzati

Secondo l’analisi dell’associazione, sommando i costi della bolletta elettrica e del gas relativi all’ultimo trimestre del 2025, i settori più penalizzati risultano gli alberghi di medie dimensioni, con una spesa media mensile di 9.117 euro. Seguono i negozi di grandi dimensioni (5.979 euro), gli hotel di piccole dimensioni (5.263 euro), i negozi alimentari (2.334 euro), i ristoranti (2.083 euro), i bar (1.009 euro) e i negozi non alimentari (855 euro).

Freno per imprese e il Paese

Dati che confermano come il costo dell’energia continui a rappresentare un freno alla competitività delle imprese del terziario di mercato, con effetti ancora più penalizzanti nel confronto europeo. Nel 2025, infatti, il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia è superiore del 79,6% rispetto alla Francia, del 78,7% rispetto alla Spagna e del 27% rispetto alla Germania. Inoltre, tra il 2019 e il 2025, il prezzo dell’energia elettrica in Italia è aumentato del 122%, quasi il doppio rispetto alla Francia (+64%) e oltre tre volte rispetto alla Spagna (+36%).

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