Un’esplosione avvenuta nelle prime ore del mattino ha colpito il porto di Bandar Abbas, uno dei principali snodi marittimi dell’Iran sul Golfo Persico. Le autorità locali hanno confermato il “grave incidente”, senza fornire per ora dettagli sulle cause né sul numero di eventuali vittime. Testimoni citati dai media regionali parlano di una deflagrazione proveniente da un’area di stoccaggio vicino ai terminal commerciali, seguita da una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. Bandar Abbas è un punto strategico per l’economia iraniana e per il traffico marittimo internazionale: ospita la principale base navale del Paese e rappresenta un passaggio obbligato per le rotte che attraversano lo Stretto di Hormuz, da cui transita una quota significativa del petrolio mondiale. Proprio per questo, ogni incidente nell’area viene immediatamente letto anche in chiave geopolitica. Negli ultimi mesi, la regione ha visto un aumento delle tensioni, con episodi di sabotaggio, sequestri di navi e accuse reciproche tra Teheran e diversi attori regionali. Il governo iraniano ha annunciato l’apertura di un’indagine e ha dispiegato unità di sicurezza per isolare la zona colpita. Fonti non ufficiali suggeriscono che l’esplosione possa essere legata a un incidente industriale, ma non si esclude alcuna ipotesi, compresa quella di un’azione ostile. Le autorità portuali hanno temporaneamente sospeso alcune operazioni, mentre le compagnie di navigazione monitorano la situazione per valutare eventuali ripercussioni sulle rotte commerciali. La comunità internazionale segue con attenzione gli sviluppi, consapevole che un’escalation nello Stretto di Hormuz avrebbe conseguenze immediate sui mercati energetici e sulla stabilità regionale. Per Teheran, l’incidente arriva in un momento delicato, tra pressioni economiche, tensioni interne e un quadro di sicurezza sempre più complesso.



