Per Giuseppe Conte, neo Direttore centrale delle Relazioni internazionali dell’Inps, che ha recentemente condiviso una serie di riflessioni sul futuro delle pensioni in un mercato del lavoro sempre più globale, la crescente mobilità dei lavoratori tra Paesi diversi impone un ripensamento profondo dei sistemi previdenziali. Secondo il dirigente dell’Istituto “la mobilità globale è ormai una realtà strutturale” e ha quindi sottolineato come l’attuale organizzazione dei sistemi previdenziali debba evolvere verso un modello in grado di integrare un approccio sovranazionale. Secondo Conte le principali criticità riguardano il reperimento e lo scambio delle informazioni tra le diverse istituzioni, la ricostruzione delle posizioni assicurative dei lavoratori e l’armonizzazione delle procedure amministrative.
Per rispondere a queste sfide Conte propone l’utilizzo di piattaforme digitali interoperabili e di scambi di dati standardizzati, strumenti che consentirebbero di semplificare il riconoscimento delle pensioni internazionali. Un rafforzamento del coordinamento, in particolare a livello europeo, e la definizione di cornici normative coerenti risultano, secondo la sua analisi, elementi fondamentali per garantire la continuità previdenziale dei lavoratori migranti.
L’obiettivo
L’obiettivo è evitare che la mobilità professionale si traduca in penalizzazioni sul piano dei diritti previdenziali, permettendo la totalizzazione dei periodi contributivi in modo più armonico, snello e trasparente. Un’esigenza che diventa sempre più centrale in un contesto in cui le carriere si sviluppano frequentemente in più Paesi. Un altro nodo strategico riguarda il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nell’ammodernamento delle procedure: “L’Inps gestisce una quantità enorme di dati legati non solo alle prestazioni nazionali, ma anche a carriere sviluppate in più Paesi”, ha spiegato il Presidente che ha aggiunto come l’IA possa contribuire a ridurre i tempi di elaborazione delle pratiche e a individuare eventuali incongruenze. L’uso di queste tecnologie permetterebbe inoltre di fornire ai lavoratori migranti informazioni più aggiornate e puntuali sui propri diritti previdenziali.
Accanto all’innovazione tecnologica Conte richiama l’attenzione sulla centralità delle competenze. La trasformazione digitale del welfare, secondo lui, non riguarda solo gli strumenti, ma soprattutto le persone chiamate a gestirli. In questa prospettiva il futuro del sistema previdenziale viene delineato come sempre più digitale e orientato alla persona, capace di sostenere coesione sociale e benessere attraverso un approccio generativo che coniughi innovazione e funzione sociale, nel rispetto della protezione dei dati e della trasparenza amministrativa.
Welfare “generativo”
Un’impostazione che si inserisce nella visione delineata anche dal Presidente dell’Inps Gabriele Fava che ha indicato l’orizzonte di un welfare “generativo”, in grado di produrre valore pubblico per la società. Sulla stessa linea la Direttrice generale Valeria Vittimberga che ha sottolineato l’importanza di un dialogo costante tra le istituzioni per assicurare il pieno riconoscimento dei diritti previdenziali in un mercato del lavoro in continua evoluzione.
Oltre al suo ruolo istituzionale, Giuseppe Conte, esperto di formazione e gestione delle risorse umane, è anche in libreria con il volume ‘In difesa dello smartworking’, edito da Castelvecchi, dedicato ai cambiamenti organizzativi e culturali legati alle nuove modalità di lavoro.




