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Tregua fino a domenica per il gelo: Mosca ferma i raid su Kiev, non sul resto dell’Ucraina

sabato, 31 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Trump annuncia una pausa per il freddo, il Cremlino conferma ma limitato alla capitale. Zelensky: “Nessuna intesa formale”. Bruxelles valuta strumenti finanziari per rafforzare la Difesa.

La mini-tregua annunciata da Donald Trump per attenuare gli effetti dell’ondata di gelo sull’Ucraina non ha prodotto finora una svolta sul terreno. Il Cremlino ha confermato una sospensione temporanea degli attacchi su Kiev fino a domenica 1° febbraio, chiarendo però che lo stop riguarda solo la capitale e non il resto del Paese. Una versione più restrittiva rispetto all’annuncio americano, letta in diverse capitali occidentali come il segnale di una pausa fragile e limitata. Secondo Mosca, la decisione è arrivata dopo una richiesta diretta di Trump a Vladimir Putin, con l’obiettivo di favorire la ripresa dei negoziati ad Abu Dhabi, che restano però circondati da incertezze. Da Kiev, il presidente Volodymyr Zelensky ha chiarito che non esiste alcun accordo formale sugli obiettivi energetici: nella notte non ci sono stati attacchi alle infrastrutture, ma l’esercito russo avrebbe riorientato le operazioni verso la logistica e i rifornimenti, continuando a colpire obiettivi civili. “Se Mosca smetterà di colpire il nostro sistema energetico, anche Kiev si asterrà”, ha dichiarato, definendo l’iniziativa statunitense un’opportunità più che un’intesa. La tregua resta dunque priva di formalizzazione e meccanismi di verifica. Kiev la considera una iniziativa unilaterale americana, mentre Mosca parla di una sospensione “limitata e temporanea”. Sul piano politico, Zelensky ha infine escluso un incontro a Mosca con Putin, rilanciando l’ipotesi di un vertice a Kiev.

Situazione umanitaria

Sul terreno, la situazione umanitaria resta critica. A Kiev circa 378 edifici sono ancora senza riscaldamento, mentre le temperature si avvicinano ai meno 30 gradi. Attacchi con droni e missili balistici sono stati segnalati nelle regioni di Kharkiv, Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia e Kherson, dove un autobus civile è stato colpito nel centro cittadino: l’autista è morto e cinque passeggeri sono rimasti feriti. Nella regione di Kharkiv le autorità hanno disposto l’evacuazione forzata delle famiglie con bambini da sette località a sud di Vovchansk, segnale di una pressione militare russa in aumento. Secondo fonti ucraine e osservatori internazionali, l’annuncio della tregua non ha impedito il proseguimento di attacchi in altre aree del Paese.

Difesa aerea contro i droni

Sul piano militare, Zelensky ha annunciato una riorganizzazione della difesa aerea per contrastare i droni di piccole dimensioni, con la creazione di un nuovo comando dedicato. “Serve una protezione più efficace delle città e delle comunità di confine”, ha dichiarato, parlando di un “safari permanente” contro la popolazione nelle zone di Kherson, Nikopol e Sumy. Da Mosca, il presidente della Duma Vyacheslav Volodin ha invocato l’uso di “armi più potenti” per raggiungere gli obiettivi dell’operazione militare, mentre il ministero della Difesa ha rivendicato la conquista di due villaggi nelle regioni di Zaporizhzhia e Donetsk. Parallelamente, il ministero degli Esteri russo ha avvertito che la Russia difenderà le proprie navi “con tutti i mezzi disponibili”, dopo l’intercettazione in Francia di una petroliera sospettata di appartenere alla cosiddetta flotta ombra.

Ue: flotta ombra sanzioni e ipotesi Mes per la Difesa

Sul fronte europeo, nuove indagini hanno segnalato il transito di altre petroliere legate a Mosca nella Manica, mentre a Vienna l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha riunito d’urgenza il suo consiglio dei governatori. Il direttore generale Rafael Grossi ha avvertito che i danni alle sottostazioni elettriche ucraine “compromettono la sicurezza nucleare” e devono essere evitati. Kiev ha chiesto la sospensione della Russia dagli organi dell’Aiea e sanzioni contro Rosatom. La Commissione europea accusa Mosca di “usare l’inverno come arma”, mentre prende corpo l’ipotesi di utilizzare il Meccanismo europeo di stabilità per concedere prestiti destinati alla difesa degli Stati dell’eurozona. In Germania, il governo ha accolto con cautela la tregua, sottolineando che il vero banco di prova sarà il rispetto degli impegni sul terreno.

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