La Cina consentirà ai cittadini britannici di entrare nel Paese senza visto per soggiorni di breve durata. Lo ha confermato il governo del Regno Unito, definendo la decisione “un passo significativo” verso il rilancio dei rapporti bilaterali dopo anni di tensioni politiche e restrizioni legate alla pandemia. La misura, che Pechino dovrebbe introdurre nei prossimi mesi, rientra nella strategia cinese di facilitare gli scambi turistici e commerciali con i partner europei, già avviata con Francia, Germania e altri Stati membri dell’UE. Secondo il Foreign Office, l’esenzione riguarderà i viaggi per turismo e affari fino a un massimo di 15 giorni, con l’obiettivo di favorire la ripresa dei flussi economici e culturali tra i due Paesi.
Londra ha accolto con favore la decisione, sottolineando come la semplificazione delle procedure di ingresso possa sostenere le imprese britanniche attive in Cina e rafforzare i legami tra le rispettive comunità accademiche e scientifiche. La mossa arriva in un momento di ricalibratura diplomatica. Il governo di Sir Keir Starmer ha più volte ribadito la necessità di mantenere un approccio “pragmatico e realistico” nei confronti di Pechino, bilanciando la tutela della sicurezza nazionale con la volontà di preservare canali di dialogo e cooperazione economica. L’annuncio cinese sembra inserirsi proprio in questa fase di distensione, offrendo a Londra un segnale di apertura dopo anni di rapporti complessi segnati dal caso Hong Kong, dalle restrizioni tecnologiche e dalle tensioni commerciali.
Le associazioni del settore turistico britannico hanno accolto la notizia con entusiasmo, prevedendo un aumento significativo dei viaggi verso la Cina nel 2026. Resta da chiarire se Pechino introdurrà ulteriori requisiti sanitari o di registrazione, ma per ora il messaggio è chiaro: la Cina vuole tornare ad attrarre visitatori e investitori, e il Regno Unito è di nuovo nella lista dei partner privilegiati.



