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Putin - Trump

Trump chiede a Putin una pausa sui raid, ma Mosca irrigidisce la linea sui negoziati

Previsti 30 gradi sottozero mentre 613 edifici a Kiev sono senza riscaldamento. Ue: 50 milioni per forniture energetiche: “Rischiamo una catastrofe umanitaria”. Attività di Lukoil comprate dall’azienda petrolifera Carlyle group
venerdì, 30 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Donald Trump afferma di aver ottenuto una breve tregua informale sugli attacchi contro Kiev, ma il Cremlino continua a porre condizioni rigide sul piano politico, mentre l’Ucraina affronta una nuova ondata di gelo e una situazione umanitaria sempre più critica. Il presidente statunitense ha dichiarato di aver chiesto “personalmente” a Vladimir Putin di sospendere per una settimana i bombardamenti su Kiev e altre città ucraine, riferendo che il leader russo avrebbe “accettato” la richiesta. Trump ha spiegato di aver sollevato la questione durante un consiglio dei ministri alla Casa Bianca, motivandola con le temperature eccezionalmente rigide che stanno colpendo il Paese. Nei prossimi giorni, secondo le autorità meteorologiche, le temperature in Ucraina potrebbero scendere fino a -30 gradi, aggravando gli effetti dei raid sulle infrastrutture energetiche. A Kiev, circa metà della città ha subito interruzioni di elettricità e riscaldamento, mentre anche Kharkiv, Odessa e Dnipro sono state colpite. Almeno sei persone sono state uccise nelle ultime ore nel sud e nel centro del Paese. Tra gelo e bombardamenti, la finestra diplomatica aperta ad Abu Dhabi resta fragile e incerta. Da Mosca arrivano segnali di chiusura: il Cremlino ha ribadito che un eventuale incontro diretto tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky potrà avvenire solo a Mosca, giudicando “fuori luogo” ogni ipotesi di sede alternativa. Il portavoce Dmitry Peskov ha confermato che l’invito è stato rinnovato, senza però aver ricevuto risposta da Kiev. Il formato dei colloqui resta quello trilaterale, con la mediazione degli Stati Uniti, che continuano a sostenere il canale aperto ad Abu Dhabi pur riconoscendo la distanza ancora ampia tra le posizioni delle parti.

La linea del Cremlino

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha escluso nuovamente qualsiasi tregua temporanea, definendo “inaccettabile” la proposta ucraina di una sospensione delle ostilità di almeno sessanta giorni. Mosca continua inoltre a mettere in discussione le garanzie di sicurezza richieste da Kiev e negoziate con i partner occidentali, giudicandole incompatibili con una pace “affidabile e duratura”. In parallelo, Lavrov ha attaccato duramente il segretario generale dell’Onu António Guterres, accusandolo di violare il principio di neutralità e di “favorire la sopravvivenza del regime nazista in Ucraina”, chiedendo alle Nazioni Unite di riconoscere le annessioni russe nei territori occupati.

Situazione umanitaria

Mentre la diplomazia resta bloccata, la situazione umanitaria continua a peggiorare. A Kiev, secondo le autorità municipali, 613 edifici residenziali risultavano ancora privi di riscaldamento dopo i raid russi sulle infrastrutture energetiche. Nelle stesse ore, attacchi hanno colpito anche altre aree del Paese, con vittime civili segnalate nel sud e nel centro-est dell’Ucraina. L’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha parlato apertamente di “rischio di catastrofe umanitaria”, accusando Mosca di usare l’inverno come strumento di pressione militare: “L’energia è diventata la nuova linea del fronte”.

Ue: aiuti, sanzioni e asset

Nel frattempo, l’Unione europea ha annunciato un rafforzamento del sostegno finanziario e umanitario a Kiev. Bruxelles e la Banca europea per gli investimenti hanno stanziato 50 milioni di euro per forniture energetiche d’emergenza, mentre la Commissione ha approvato 153 milioni di aiuti umanitari destinati all’Ucraina e alla Moldova. Sul fronte politico, Kallas ha confermato che la Russia sarà inserita nella lista nera Ue per il rischio di riciclaggio, una misura che renderà più costose e lente le transazioni con il sistema bancario russo. Sul piano industriale e finanziario, il gruppo statunitense Carlyle Group ha accettato di acquisire la maggior parte degli asset esteri della compagnia petrolifera russa Lukoil, operazione resa necessaria dalle sanzioni statunitensi.

Difesa europea e linea Nato

In Europa prosegue intanto il dibattito sulla sicurezza. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha ribadito la necessità di un pilastro di difesa europea “non in competizione con la Nato”, mentre dal vertice militare dell’Alleanza Atlantica l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone ha definito la guerra russa in Ucraina “un flop strategico enorme”.

Adesione Ue e negoziati ancora incerti

Le divisioni restano evidenti anche sull’allargamento dell’Unione. Il ministro degli Esteri lussemburghese Xavier Bettel ha invitato Kiev a non porre ultimatum sull’adesione, richiamando il rispetto dei criteri di Copenaghen. In questo quadro frammentato, i colloqui ad Abu Dhabi potrebbero protrarsi per più giorni, ma al momento restano lontani da risultati concreti.

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