L’Unione Europea e l’India hanno firmato a Nuova Delhi uno degli accordi commerciali più vasti e strategici mai conclusi da Bruxelles, creando una zona di libero scambio che coinvolge circa due miliardi di persone. L’intesa, frutto di quasi vent’anni di negoziati, punta a ridurre drasticamente i dazi su beni e servizi, aprire nuovi settori agli investimenti e rafforzare la cooperazione economica in un momento di forte frammentazione globale. Secondo i dati ufficiali, il valore degli scambi bilaterali nel biennio 2024‑2025 ha raggiunto i 136 miliardi di euro, cifra destinata a crescere con l’abbattimento delle barriere tariffarie. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito l’accordo “la madre di tutti gli accordi”, sottolineando come l’UE otterrà un accesso senza precedenti a un mercato tradizionalmente protetto come quello indiano. La riduzione dei dazi riguarderà circa il 90% dei beni scambiati, con vantaggi significativi per settori chiave europei come automotive, vino, olio e prodotti industriali, mentre restano esclusi alcuni comparti agroalimentari particolarmente sensibili. Per l’India, l’intesa rappresenta un passo strategico per diversificare le proprie relazioni economiche in un contesto segnato dai dazi statunitensi e dalle tensioni commerciali globali. Il governo di Narendra Modi punta a rafforzare la propria autonomia strategica, attrarre investimenti e consolidare il ruolo del Paese come hub manifatturiero e tecnologico. L’accordo ha anche una forte valenza geopolitica: mentre gli Stati Uniti irrigidiscono la loro politica commerciale, Bruxelles sceglie di ampliare il proprio raggio d’azione verso partner emergenti, ridisegnando equilibri e alleanze. La firma a Nuova Delhi segna così l’avvio di una nuova fase nei rapporti euro‑indiani, destinata a incidere non solo sul commercio, ma anche sulla posizione delle due potenze in un ordine mondiale sempre più competitivo.



