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Cultura, Confcommercio promuove il ddl ‘Italia in scena’

Audizione al Senato: giudizio positivo sull’impianto, ma servono strumenti concreti e accessibili per le imprese culturali e creative
mercoledì, 28 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

Confcommercio ha partecipato all’audizione al Senato sul disegno di legge AS 1695 “Valorizzazione sussidiaria dei beni culturali e circuito Italia in scena”, esprimendo una valutazione complessivamente positiva dell’impianto del provvedimento e formulando alcune raccomandazioni a tutela e sostegno del sistema delle imprese culturali e creative.

L’Albo della sussidiarietà

Secondo Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia Confcommercio, “l’introduzione dell’Albo della sussidiarietà orizzontale contribuisce, in ottica complementare, a rafforzare il riconoscimento delle imprese culturali e creative e del loro ruolo nel sistema economico nazionale, in continuità con la sezione speciale del Registro delle imprese, ormai operativa”. Fontana ha tuttavia sottolineato la necessità di “evitare requisiti eccessivamente onerosi o standardizzati, che rischierebbero di escludere micro e piccole imprese culturali, pur dotate di elevate competenze professionali e di significativa esperienza operativa”.

Passaggio strategico

Per Confcommercio, anche l’istituzione dell’Anagrafe digitale degli istituti, dei luoghi della cultura e dei beni culturali pubblici rappresenta un passaggio strategico per superare la frammentazione informativa del patrimonio culturale pubblico e favorire una programmazione più efficace delle politiche di valorizzazione, a condizione che essa assuma una funzione realmente operativa, a supporto di modelli di gestione sostenibili e orientati ai risultati. Positivo anche il giudizio sulle disposizioni in materia di circolazione delle opere, finalizzate a superare rigidità e incertezze che penalizzano il sistema, coniugando la tutela del patrimonio con condizioni di concorrenza più equilibrate.

Attenzione alle aree interne

Confcommercio condivide inoltre l’impostazione generale della Strategia nazionale di valorizzazione “Italia in scena”, in particolare per l’attenzione rivolta alle aree interne, ai piccoli comuni e ai territori caratterizzati da maggiore fragilità culturale e demografica, nonché per l’approccio integrato che connette valorizzazione del patrimonio culturale, sviluppo turistico e crescita locale. Resta però centrale la necessità di superare una logica episodica degli interventi, promuovendo una gestione continuativa e programmata del patrimonio e riconoscendo l’impresa culturale e creativa come partner strategico già nella fase di progettazione.

Decisiva la fase di attuazione

“Abbiamo espresso una valutazione complessivamente positiva dell’impianto del provvedimento”, ha concluso Fontana, “in particolare per il riconoscimento esplicito del ruolo propulsivo dell’impresa culturale e creativa quale attività di interesse generale, radicata nei territori e connessa alle comunità di riferimento. Decisiva sarà ora la fase di attuazione: la piena efficacia della riforma dipenderà dalla capacità di tradurre questi principi in strumenti concreti e realmente accessibili alle imprese»”

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