Una buona notizia l’annunciata riapertura del valico di Rafah dopo quasi due anni in seguito anche al ritrovamento dell’ultimo ostaggio rimasto. A dirlo tramite una nota è Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Di vitale importanza il valico, fulcro di una rinnovata speranza per le famiglie che attendono la possibilità di evacuazioni mediche, opportunità di istruzione per gli studenti, ricongiungimento familiare, invio di aiuti urgenti.
Per Shurouq, responsabile media di Gaza per Save the Children, tutti gli occhi sono ora puntati sul confine di Rafah, poiché da esso dipende il futuro di centinaia e migliaia di bambini: “Da quando il valico è stato chiuso, quasi due anni fa, le persone attendono un’apertura bilaterale e incondizionata. Migliaia di persone a Gaza aspettano di poter evacuare per ricevere cure mediche vitali, studenti di poter usufruire delle loro borse di studio all’estero dopo anni di interruzione dell’istruzione a causa della distruzione delle aule e della perdita di opportunità di apprendimento, famiglie attendono con ansia i ricongiungimenti, alcune sono pronte a tornare dai propri cari nella Striscia”.
Ottimismo e speranza
Per questo motivo le famiglie di Gaza attendono con cauto ottimismo e speranza che le autorità israeliane definiscano i prossimi passi per l’annunciata riapertura del valico di Rafah. Le notizie emerse rappresentano uno sviluppo positivo che offre speranza a molte persone, anche se l’accesso libero attraverso Rafah non avrebbe mai dovuto essere soggetto a condizioni. “Il valico deve essere aperto in entrambe le direzioni per consentire il passaggio sicuro degli aiuti umanitari e la libera circolazione dei civili. Ogni giorno, medicine, aiuti e beni di prima necessità non riescono a raggiungere chi ne ha più bisogno a causa delle restrizioni imposte dalle autorità israeliane, con terribili conseguenze per i bambini di Gaza. È indispensabile ed urgente procedere all’apertura immediata di Rafah e di tutti i valichi di frontiera, garantendo il passaggio sicuro e senza restrizioni degli aiuti umanitari”, la chiosa di Shurouq.



