La scena politica britannica è stata travolta da un nuovo terremoto dopo l’annuncio di Suella Braverman, ex ministra dell’Interno, che ha ufficializzato il suo passaggio al Reform UK, accusando il Partito Conservatore di averla “tradita” e di aver “abbandonato le proprie promesse fondamentali”. La decisione, arrivata dopo settimane di tensioni interne, rappresenta uno dei colpi più duri per i Tories in un momento già segnato da divisioni e calo di consensi. Braverman ha dichiarato che il partito “non è più disposto a difendere i valori per cui è stato eletto”, puntando il dito contro quella che definisce una deriva moderata e una mancanza di determinazione su temi come immigrazione, sicurezza e sovranità nazionale. Nel suo primo intervento da membro del Reform UK, ha affermato che il Paese “ha bisogno di una forza politica che dica la verità e agisca con coraggio”. La reazione dei Conservatori è stata immediata.
Fonti interne parlano di “atto opportunistico” e di una mossa che rischia di alimentare ulteriormente le tensioni nella base elettorale. Alcuni deputati hanno accusato Braverman di voler “indebolire il partito in un momento critico”, mentre altri temono che il suo passaggio possa incoraggiare ulteriori defezioni verso il Reform UK, che negli ultimi mesi ha guadagnato visibilità e consensi. Gli analisti sottolineano che la mossa di Braverman potrebbe avere un impatto significativo sul panorama politico, soprattutto nelle circoscrizioni dove il voto conservatore è già frammentato.
Il Reform UK, che punta a presentarsi come alternativa dura e coerente alla linea governativa, potrebbe ora sfruttare la figura dell’ex ministra per rafforzare la propria credibilità. Il governo, intanto, cerca di minimizzare l’accaduto, insistendo sulla necessità di “unità e responsabilità” in un momento di sfide economiche e sociali.



