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Ucraina, il Cremlino frena sui colloqui di Abu Dhabi: “Avvio costruttivo, ma nessuna svolta”

lunedì, 26 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Mosca ha definito i colloqui trilaterali ad Abu Dhabi come un avvio “costruttivo”, ma senza illusioni su risultati concreti immediati, specialmente per quanto riguarda la questione territoriale. La presidenza russa insiste sul fatto che la cornice per affrontare i nodi irrisolti esista già e faccia riferimento agli accordi emersi nel vertice russo americano di metà agosto in Alaska, una “formula” che, a loro dire, dovrebbe ora essere applicata nei negoziati in corso.
Sul piano dei rapporti con Washington, il Cremlino chiarisce che al momento non è prevista una nuova conversazione diretta tra Vladimir Putin e Donald Trump. I canali di comunicazione restano però attivi e pronti a essere utilizzati in tempi brevi, qualora si rendesse necessario un contatto al massimo livello.
Più netta la posizione russa nei confronti dell’Europa. Da Mosca arrivano giudizi durissimi sulla capacità dei Paesi europei di svolgere un ruolo negoziale, ritenuti interlocutori non affidabili. Una linea che conferma come, almeno in questa fase, il dialogo venga pensato su un asse ristretto, con Bruxelles tenuta ai margini.
Intanto il conflitto continua a produrre effetti devastanti sul terreno. Nella notte, le forze russe hanno lanciato un massiccio attacco con droni contro diverse regioni ucraine, mentre le autorità di Kiev denunciano nuovi bombardamenti nell’est del Paese. Nella regione di Donetsk, un raid avrebbe causato un morto e diversi feriti tra i civili, colpiti, secondo le accuse ucraine, da razzi a lungo raggio. Altri attacchi con droni sono stati segnalati nel nord, nella regione di Sumy, dove si registrano feriti, tra cui anche dei minori, a seguito di colpi contro edifici residenziali.

Garanzie di sicurezza

Sul fronte diplomatico ucraino, resta aperta la discussione sulle possibili garanzie di sicurezza future. Secondo indiscrezioni emerse negli ambienti diplomatici, nei colloqui di Abu Dhabi sarebbe stata valutata anche l’ipotesi di una presenza di truppe provenienti da Paesi neutrali in alcune aree contese del Donetsk, o in alternativa la creazione di una zona demilitarizzata. Ipotesi ancora tutte da verificare, ma che mostrano come le parti stiano esplorando soluzioni non convenzionali per congelare o stabilizzare il fronte.
In questo quadro, Volodymyr Zelensky è stato a Vilnius per incontrare i leader di Polonia e Lituania, rilanciando l’allarme sulla difesa aerea. Il presidente ucraino ha chiesto un rafforzamento delle forniture di munizioni antiaeree, sottolineando come i continui attacchi russi stiano mettendo sotto pressione le infrastrutture energetiche e lasciando ampie zone del Paese senza elettricità e riscaldamento, nel pieno dell’inverno. Kiev insiste sulla necessità di una protezione quotidiana dello spazio aereo e ribadisce il coordinamento con Stati Uniti ed Europa per colmare le carenze più urgenti.
Zelensky ha poi rilanciato con forza il dossier europeo. Kiev chiede che venga fissata una data chiara per l’adesione all’Unione Europea, indicando il 2027 come obiettivo politico e la prima metà del 2026 come traguardo tecnico per essere pronti. Per il presidente ucraino, l’ingresso nell’Ue dovrebbe essere messo nero su bianco negli accordi di fine guerra, così da evitare futuri blocchi o ripensamenti. Sul tavolo, secondo Kiev, sarebbe già pronto anche il documento sulle garanzie di sicurezza, in attesa solo di data e luogo per la firma e dei successivi passaggi di ratifica
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