In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera Giorgia Meloni ha commentato, con parole dure, la decisione della giustizia svizzera di rilasciare il proprietario del locale di Crans Montana in cui è avvenuta la strage: “Provo profonda indignazione e sconcerto per una decisione che infligge un ulteriore, indicibile strazio alle famiglie delle vittime e dei tanti feriti” sono state le parole del Premier che ha ribadito la vicinanza dello Stato alle famiglie colpite dalla tragedia: “Resteremo giorno per giorno al loro fianco nel percorso di ricerca della giustizia e della verità. Il Governo non lascerà mai sole queste famiglie”.
Il Primo Ministro ha richiamato inoltre l’impegno dell’Italia fin dalle prime fasi dell’inchiesta: “Fin dall’inizio l’Italia ha offerto collaborazione alle autorità elvetiche per fare piena luce su quanto accaduto”. Un’offerta che, secondo il Presidente del Consiglio, non è stata adeguatamente valorizzata: “La nostra polizia giudiziaria ha consolidata esperienza per svolgere tutte le investigazioni necessarie: mi rammarico che questa disponibilità finora non sia stata raccolta” anche perché le indagini hanno mostrato “incertezze, ritardi e lacune”.
Cambio di passo
Meloni ha poi sottolineato alcuni aspetti gravi, come la mancata esecuzione di alcuni accertamenti fondamentali: “Non sono state svolte neanche le autopsie di giovani deceduti che non presentavano ustioni”. Un passaggio che, secondo Meloni, rende assolutamente ancora più urgente un cambio di passo nelle indagini. Da qui la richiesta formale di un rafforzamento della cooperazione investigativa: “Chiedo pertanto che almeno adesso, dopo quanto accaduto, sia costituita senza ritardo e senza ulteriori resistenze una squadra investigativa comune, che utilizzi la competenza e la professionalità degli appartenenti alle forze di polizia italiani”.



