L’illusione dell’intimità: Internet boyfriend e Idol, le star che ci fanno sentire meno soli

Dal web emergono due nuovi modelli di mascolinità, all’apparenza distanti tra loro, ma in realtà due facce della stessa medaglia. Sono entrambi una risposta al bisogno di affetto e presenza emotiva in una società sempre più mediata dagli schermi. Attori, cantanti e Idol, giapponesi e coreani, costruiscono con i fan un rapporto sempre più diretto e personale. Ma dietro l’apparente intimità, il legame resta sempre e solo virtuale
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Nel vasto ecosistema contemporaneo, dominato da Internet e social media, emergono due nuove categorie maschili all’interno dello star system, gli Internet boyfriends e gli Idol sudcoreani, che, nella loro profonda differenza iconica, instaurano con i propri fandom un profondo legame, apparentemente empatico e personale, ma che nella realtà resta sempre mediato dagli schermi, denunciando i profondi cambiamenti sociali ed emotivi della nostra epoca.

Internet boyfriends

Il termine Internet boyfriends risuona ormai un po’ ovunque, tra schermi e pagine di riviste. Si tratta di attori, cantanti, artisti che conquistano il pubblico perché percepiti come autentici, spontanei, vulnerabili. Sono uomini che abbracciano una mascolinità più delicata, distante da quella tradizionalmente riconosciuta. La loro particolarità risiede nella capacità di instaurare una relazione spontanea con il pubblico. Gli Internet boyfriends sembrano più umani e meno inavvicinabili, tanto da indurre la voglia di conoscerli davvero. Sono uomini da sogno, non necessariamente bellissimi, ma affascinanti, gentili, con un carattere che sembra racchiudere tutto quello che si desidera in una relazione.

Gli Idol sudcoreani

Se la spontaneità è la cifra degli Internet boyfriends, non si può dire lo stesso dei K-pop Idol. Gli Idol sono i membri dei gruppi pop sudcoreani, scelti dalle agenzie musicali quando sono ancora adolescenti. Passano anni ad allenarsi e a prepararsi per il debutto sulla scena. Se raggiungono il successo, iniziano un viaggio che li porta costantemente sotto i riflettori. Diventano figure quasi divine, sempre impeccabili, fisicamente e caratterialmente.

Le agenzie impongono loro regole e standard rigidi per mantenere alte le vendite e il livello di gradimento. Il vero obiettivo è continuare a esportare nel mondo la cultura nazionale. Una volta diventati famosi gli Idol non possono dichiarare relazioni sentimentali, considerato uno scandalo e per molti fan un tradimento. Questo perché vengono modellati come “personaggi”, con cui instaurare una relazione parasociale.

Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando. Sempre più artisti iniziano a rivendicare una maggiore libertà e il voler essere trattati come individui, piuttosto che come oggetti da esporre. Eleganti, eterei, truccati e sempre perfetti, gli Idol appaiono quasi irreali. Eppure, sembra che indossino una maschera, un’identità esteriore da mostrare al pubblico. Non sapremo mai se quello che si vede corrisponda alla loro vera personalità o se sia una forma di protezione per salvaguardare se stessi e lo status cui appartengono.

Il rapporto con il pubblico e l’influenza di internet

Entrambe le categorie sono caratterizzate da interazioni con i fan più spontanee e apparentemente più accessibili rispetto al passato. La parete di vetro che separava pubblico e star sembra assottigliarsi sempre di più. Spesso, però, si tratta solo di un’illusione. La sensazione di un rapporto diretto e sincero è, in molti casi, soltanto un’impressione.

Come osserva Nancy Baym, studiosa di media digitali, nel suo libro “Personal Connections in the digital age”, Internet e i media digitali si sono integrati profondamente nella nostra quotidianità, generando una percezione di maggiore intimità delle relazioni online e un senso di accessibilità continua a persone e contenuti. Questa fusione ha trasformato anche il rapporto tra star e pubblico, che da relazione “one-to-many” sembra evolvere in un legame diretto “one-to-one”.

Oggi si vive immersi in una realtà che prende forma attraverso gli schermi, siano essi device, tv o cinematografici. Motivo per cui si tende a prendere come punto di riferimento quello che si vede, che sembra offrire tutto quello di cui si ha bisogno. Perché cercare una relazione reale quando quella con il proprio attore o cantante preferito sembra regalare affetto, presenza e attenzione?

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