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Abu Dhabi, al via il trilaterale Russia-Usa-Ucraina: due giorni di colloqui sulla sicurezza

Inviati americani dopo la missione a Mosca, Trump parla di possibili concessioni. Volodymyr Zelensky frena: “Troppo presto per trarre conclusioni”. Tensioni politiche e piano Ue-Usa da 800 miliardi per la ricostruzione
sabato, 24 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Per la prima volta da mesi, delegazioni di Russia, Stati Uniti e Ucraina si sono sedute allo stesso tavolo ad Abu Dhabi in un formato trilaterale ufficiale, destinato a proseguire per due giorni sotto la mediazione degli Emirati Arabi Uniti. Un passaggio che apre uno spiraglio diplomatico, ma che resta carico di cautele e condizioni contrapposte. I colloqui arrivano dopo una missione lampo a Mosca degli inviati della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner, ricevuti dal presidente Vladimir Putin. Da Washington, il presidente Donald Trump ha espresso fiducia sul fatto che entrambe le parti siano interessate a un accordo e che concessioni reciproche saranno inevitabili. Trump ha insistito sulla necessità di coinvolgere pienamente l’Europa nel processo, sottolineando come la fine del conflitto sia innanzitutto un interesse europeo. Secondo la Casa Bianca, l’obiettivo immediato non è ancora la definizione di un’intesa finale, ma la verifica di spazi concreti di convergenza sui principali nodi di sicurezza e territoriali, a partire dall’Ucraina orientale.

Da Kiev, Volodymyr Zelensky ha invitato alla prudenza. Nel consueto messaggio serale alla nazione ha definito l’incontro “importante”, ma ha ribadito che è “ancora troppo presto per trarre conclusioni”. Secondo il presidente ucraino, il nodo centrale resta la reale disponibilità russa a porre fine a un conflitto che Mosca “ha iniziato”. Le posizioni di Kiev, ha assicurato, sono state chiaramente definite prima della partenza della delegazione, composta da vertici civili e militari e in costante contatto con la presidenza.

Posizione russa

Dal lato russo, il Cremlino ha chiarito fin dall’inizio la cornice del confronto. La delegazione inviata ad Abu Dhabi è composta esclusivamente da personale militare ed è guidata dal capo dell’intelligence militare, a conferma di un approccio centrato sulle questioni di sicurezza e territoriali. Mosca ha ribadito che non potrà esserci una pace duratura senza un accordo sul controllo dei territori dell’Ucraina orientale, indicando implicitamente il Donbas come snodo decisivo del negoziato. Il controllo delle aree occupate resta così il punto più sensibile del confronto, destinato a condizionare l’intero percorso negoziale e a misurare la distanza reale tra le parti.

Tensioni tra Kiev e Bruxelles

Sul fronte europeo, le tensioni politiche restano evidenti. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha definito “ingenerose” le critiche di Zelensky all’Unione, ricordando che l’Ue ha garantito all’Ucraina un sostegno politico, finanziario e militare senza precedenti. Bruxelles rivendica di aver già mobilitato quasi 200 miliardi di euro dall’inizio della guerra e di aver integrato Kiev nei programmi comuni di difesa e approvvigionamento. Un confronto che riflette anche il disagio di alcune capitali europee di fronte alle richieste sempre più esplicite di Kiev su sicurezza, tempi dell’allargamento e garanzie militari di lungo periodo.

Il piano Ue-Usa

Nel frattempo, Unione europea e Stati Uniti guardano oltre il cessate il fuoco, immaginando il dopoguerra. Un documento della Commissione europea delinea un piano decennale che punta a mobilitare fino a 800 miliardi di dollari di capitali pubblici e privati per la ricostruzione dell’Ucraina, con un orizzonte al 2040 e un percorso accelerato verso l’adesione all’Ue. Una strategia ambiziosa ma fragile, perché fondata su una tregua che ancora non esiste. La sostenibilità del progetto resta infatti strettamente legata all’evoluzione del quadro militare e diplomatico, rendendo il cessate il fuoco una condizione imprescindibile per l’avvio della fase post-bellica.

Raid, blackout e gelo

Sul terreno, intanto, la guerra continua. Nella regione di Kharkiv, un drone russo ha colpito un veicolo civile causando tre morti e quattro feriti. Nella notte, l’aeronautica ucraina ha denunciato un massiccio attacco con oltre cento droni su tutto il Paese. A Kiev, con temperature sotto lo zero, quasi duemila edifici risultano ancora senza riscaldamento e il sindaco ha invitato la popolazione a fare scorte di cibo, acqua e medicinali. In risposta alla crisi energetica, l’Ue ha avviato l’invio di centinaia di generatori di emergenza dalle proprie riserve strategiche, mentre le autorità locali avvertono che la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente se gli attacchi alle infrastrutture dovessero proseguire nelle prossime settimane.

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