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Confartigianato e Cna in audizione alla Camera: controlli strutturali, filiere tracciabili e tutele per chi denuncia

Sfruttamento nel tessile di Prato, la proposta delle imprese
venerdì, 23 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

Rafforzare in modo strutturale e coordinato i controlli, introdurre strumenti di tracciabilità digitale delle filiere produttive, garantire una tutela effettiva ai lavoratori che denunciano e valorizzare le imprese che operano nella legalità. Sono le priorità indicate da Confartigianato e Cna nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni riunite Giustizia e Lavoro della Camera, nell’ambito dell’esame delle risoluzioni sullo sfruttamento dei lavoratori nel distretto tessile di Prato.

Rafforzare controlli anti illegalità

Le Confederazioni hanno sottolineato la necessità di contrastare l’illegalità in modo sistematico, superando approcci episodici o emergenziali. L’obiettivo, hanno spiegato, è orientare l’azione pubblica verso un modello stabile, continuativo e misurabile, fondato su una task force permanente dedicata al distretto e sostenuta da risorse pluriennali.

Tracciabilità e responsabilità

Al centro dell’intervento anche il tema della trasparenza e della governance della filiera produttiva. Secondo Confartigianato e Cna, l’introduzione di strumenti digitali di tracciabilità e una chiara responsabilizzazione dei committenti e delle imprese capofila rappresentano passaggi decisivi per contrastare i subappalti a cascata, rendere identificabile la catena delle responsabilità e impedire che l’illegalità ricada sull’ultimo anello produttivo.

Tutele per le vittime di sfruttamento

Un altro nodo cruciale riguarda la tutela dei lavoratori vittime di sfruttamento. Le Confederazioni hanno ribadito che l’emersione delle irregolarità è possibile solo se accompagnata da protezioni concrete per chi denuncia, in grado di ridurre la ricattabilità legata alle condizioni lavorative, abitative e amministrative e di favorire percorsi reali di uscita dall’illegalità.

Imprese virtuose riconoscibili

Accanto all’azione repressiva, Confartigianato e Cna hanno evidenziato l’importanza di misure di qualificazione del distretto, capaci di premiare e rendere riconoscibili le imprese virtuose che rispettano le regole e investono in qualità, sicurezza e sostenibilità. In questo contesto è stato richiamato il progetto “Laboratorio Legalità Prato – Task Force permanente”, ispirato alle migliori pratiche già sperimentate sul territorio, come il Piano Lavoro Sicuro della Regione Toscana, e concepito come modello replicabile anche in altri distretti industriali.

Tutele a chi lavora e produce

“Il contrasto all’illegalità”, evidenziano Confartigianato e Cna, “è una condizione imprescindibile per tutelare il lavoro regolare, garantire una concorrenza leale e salvaguardare la reputazione del distretto tessile di Prato e del Made in Italy. Solo un presidio pubblico stabile, coordinato e misurabile può impedire che lo sfruttamento continui a penalizzare imprese sane e lavoratori”.

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