La prima firma legislativa del 2026 segna un cambio di paradigma nella politica alimentare statunitense. Con il ‘Whole Milk for Healthy Kids Act’, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ripristinato la possibilità per le scuole di servire latte intero e al 2%, superando le restrizioni introdotte durante l’amministrazione Obama. Una decisione accolta con entusiasmo da allevatori, nutrizionisti e sostenitori della libertà di scelta alimentare, che parlano di “ritorno al buon senso”. La svolta è stata resa possibile anche grazie al lavoro del Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., che il 7 gennaio ha presentato nuove linee guida nutrizionali ribaltando la tradizionale piramide alimentare. Le nuove indicazioni valorizzano latticini interi, proteine e grassi sani, segnando la fine — nelle parole di Kennedy — della “guerra ai grassi saturi”. Per i sostenitori della riforma, si tratta di un aggiornamento necessario, basato su studi che evidenziano come i latticini interi offrano più nutrienti, maggiore sazietà e un profilo di acidi grassi più completo. Trump ha definito la legge “il naturale completamento della nuova piramide alimentare”, sottolineando che milioni di studenti potranno finalmente accedere a un alimento “nutriente e completo”. Il provvedimento riguarda il National School Lunch Program, che serve quasi 30 milioni di bambini, molti dei quali provenienti da famiglie a basso reddito. Per la Casa Bianca, la riforma corregge una politica considerata troppo rigida e penalizzante per studenti, genitori e produttori. Il Segretario all’Agricoltura Brooke Rollins ha annunciato che il latte intero tornerà nei menu scolastici “nel giro di poche settimane”. Secondo i sostenitori della nuova linea, la combinazione tra la visione nutrizionale di Kennedy e l’azione politica di Trump rappresenta un modello di collaborazione istituzionale orientato alla salute pubblica.



