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Trentini libero, festa a Venezia: dopo 423 giorni finisce l’incubo nelle carceri del Venezuela

lunedì, 12 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Un boato di felicità ha attraversato l’Italia e l’America Latina all’alba, quando è arrivata la notizia tanto attesa: Alberto Trentini è libero. Dopo 423 giorni di detenzione senza accuse formali, senza un capo d’imputazione e senza spiegazioni ufficiali, l’operatore umanitario veneziano di 46 anni è stato scarcerato dal carcere di El Rodeo Uno, a Guatire, a circa un’ora da Caracas, ed è ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia nella capitale venezuelana. Insieme a lui è stato liberato anche Mario Burlò. L’aereo che li riporterà in patria è già decollato da Ciampino. A Venezia la notizia è stata accolta con un’emozione collettiva senza precedenti: le campane di tutte le chiese hanno suonato a festa, svegliando la città in un clima di gioia e commozione. Lacrime di sollievo e abbracci hanno segnato il momento in cui i genitori di Alberto, Armanda Colussi ed Enzo Trentini, hanno finalmente potuto parlare con il figlio dopo oltre un anno di angoscia e silenzio.
La detenzione di Trentini aveva destato forte preoccupazione sin dal suo arresto, avvenuto senza accuse formali. Era rinchiuso a El Rodeo Uno, una prigione tristemente nota per essere uno dei simboli delle violazioni dei diritti umani in Venezuela, spesso descritta come un “centro di tortura” dalle organizzazioni internazionali e dai familiari dei detenuti.
Mario Burlò, che durante la prigionia ha perso circa 30 chili, ha descritto condizioni disumane: “Le celle sono un freezer d’inverno e un forno d’estate. Le zanzare ci divoravano. Ogni cella misura quattro metri per due, ma diventano uno perché su un lato c’è la branda a castello. Ci sono sei passi dalla porta al fondo. Il bagno è un buco per terra, sporco di feci e infestato di scarafaggi”. Un racconto che restituisce tutta la durezza della prigionia vissuta.

Le reazioni

Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione in una nota ufficiale:
“Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa. Desidero esprimere, a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”. Anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato la notizia a Sky Tg24: “Trentini e Burlò sono liberi e stanno bene. Ho parlato con loro appena arrivati nella sede diplomatica italiana a Caracas. Li ho trovati di buon morale e siamo felici di questo risultato, frutto di un grande lavoro sottotraccia con la famiglia, il presidente del Consiglio e la rappresentanza diplomatica”.
Tajani ha spiegato che la svolta è arrivata nella serata precedente, quando il ministro degli Esteri venezuelano lo ha chiamato per comunicare che la decisione era stata presa. “È già partito un aereo da Roma e tra stasera e domani mattina Trentini e Burlò saranno nel nostro Paese. La decisione della Presidente ad interim Delcy Rodriguez di avviare una nuova stagione con la liberazione dei detenuti politici crea un nuovo clima nelle relazioni tra Venezuela e Italia”.
La notizia ha suscitato reazioni trasversali in Italia. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha dichiarato: “Alberto Trentini è finalmente libero. È stato liberato insieme a Mario Burlò e si trovano all’ambasciata di Caracas. È una splendida notizia che ci dà tanta gioia. Il nostro abbraccio alla sua famiglia e all’avvocata Ballerini, e il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per riportarlo a casa”.

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