Nelle Filippine è una lotta contro il tempo. Decine di soccorritori stanno lavorando senza sosta nella discarica di Binaliw, nella città di Cebu, dopo il crollo di un’enorme massa di rifiuti che ha travolto i lavoratori presenti sul posto. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno quattro-sei morti e oltre 30 dispersi, secondo le diverse stime fornite dalle autorità locali. Il disastro è avvenuto giovedì, quando una sezione della discarica — alta quanto un edificio di venti piani — ha ceduto improvvisamente, seppellendo sotto tonnellate di rifiuti circa 50 lavoratori impegnati nelle operazioni di raccolta e smistamento. Le cause del crollo non sono ancora chiare: alcune fonti parlano di terreno instabile, altre ipotizzano che le forti piogge dei giorni precedenti possano aver contribuito al cedimento. Le operazioni di soccorso sono difficili. Il terreno continua a muoversi e i soccorritori sono costretti a interrompere periodicamente le ricerche per evitare nuovi smottamenti. “Di tanto in tanto la discarica si muove”, ha spiegato la soccorritrice Jo Reyes, sottolineando il rischio di ulteriori frane mentre le squadre scavano tra i detriti. Sul posto sono stati mobilitati oltre 300 soccorritori, tra vigili del fuoco, volontari e personale sanitario, supportati da escavatori, ambulanze e mezzi pesanti. Il sindaco di Cebu, Nestor Archival, ha dichiarato che “ci sono segni di vita” e ha annunciato l’arrivo di altri 500 operatori per rafforzare le ricerche. Finora 12 lavoratori sono stati estratti vivi e trasportati in ospedale, alcuni in condizioni critiche. Le autorità temono però che molte delle persone disperse siano rimaste intrappolate in profondità, sotto strati di rifiuti e lamiere contorte. La discarica di Binaliw, gestita da una società privata, impiega 110 lavoratori e serve un’area urbana di quasi un milione di abitanti. Il governo locale ha annunciato l’apertura di un’indagine per chiarire eventuali responsabilità nella gestione del sito.



