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Ucraina, gelo e blackout da Kiev a Belgorod. Medvedev minaccia gli “idioti europei”

Vittime civili e temperature sotto zero. Mosca parla di deterrenza dopo l’uso del missile Oreshnik. L’Occidente valuta una forza multilaterale. A Parigi l’ipotesi di un contingente da 6.000 soldati. Lunedì il Consiglio di sicurezza Onu convocato d’urgenza
domenica, 11 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Attacchi incrociati sull’Ucraina hanno colpito infrastrutture energetiche, centri abitati e obiettivi militari lasciando centinaia di migliaia di persone senza elettricità e riscaldamento, con temperature ampiamente sotto lo zero. A Kiev il teleriscaldamento è stato riavviato, ma la situazione elettrica resta critica. La prima ministra Yulia Svyrydenko ha spiegato che “la parte destra della capitale è quasi completamente passata a interruzioni programmate”, mentre sulla riva sinistra persistono blackout di emergenza. Secondo le autorità locali, circa 100.000 famiglie nella regione di Kiev sono ancora senza elettricità.

Dall’altra parte del confine, il governatore della regione russa di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, ha dichiarato che circa 600.000 persone sono rimaste senza elettricità, acqua e riscaldamento dopo un attacco ucraino, definendo la situazione “estremamente difficile”. Nella regione ucraina di Donetsk almeno tre persone sono state uccise e nove ferite. Nella comunità di Yarova, vicino Lyman, due uomini sono morti e due donne sono rimaste ferite in un bombardamento russo. Un’altra vittima si registra a Kostiantynivka, colpita da un drone FPV.

A Sloviansk una bomba aerea sganciata in pieno giorno ha ferito sette persone e danneggiato decine di abitazioni, edifici residenziali e attività commerciali. I servizi di emergenza segnalano che il fuoco russo “non si ferma per un giorno”. Nei pressi di Kramatorsk, in località Zelenoe, un attacco ha distrutto un’abitazione privata. I soccorritori hanno recuperato dalle macerie il corpo di una donna di 67 anni, nata nel 1958. Un’altra persona è rimasta ferita. Lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine ha rivendicato una serie di operazioni con droni nella notte tra venerdì e sabato. Colpito un deposito petrolifero a Zhutovskaya, nella regione russa di Volgograd, oltre a depositi di droni, centri di comando e concentramenti di truppe nelle regioni occupate di Donetsk e Zaporizhzhia. Il governatore di Volgograd, Andrey Bocharov, ha confermato un incendio in un deposito di petrolio, precisando che “non ci sono vittime”.

Missile Oreshnik e intimidazioni

In questo quadro, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha diffuso un video dell’attacco con il missile ipersonico Oreshnik, definendolo “un avvertimento per gli idioti europei al potere” che spingono per il dispiegamento di truppe Nato in Ucraina. Il centro studi americano Institute for the Study of War ha valutato che l’uso dell’Oreshnik rientra in una strategia di intimidazione, volta a scoraggiare l’Europa e gli Stati Uniti dal fornire garanzie di sicurezza e dal dispiegare una forza multinazionale.

Ue, Onu, Zelensky e Washington

Dal punto di vista diplomatico, l’Italia continua a sostenere il rafforzamento delle garanzie di sicurezza per Kiev, ribadendo però la linea di non partecipazione diretta con truppe combattenti. Da parte sua il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che i contatti con gli Stati Uniti sono quotidiani: “Il dialogo con l’America deve essere costruttivo al cento per cento. L’Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla diplomazia”. Zelensky ha insistito anche sulla necessità di accelerare il coordinamento sulle sanzioni, sottolineando che “la produzione russa di missili e droni non può esistere senza componenti provenienti da altri Paesi”.

Nel frattempo, la Finlandia ha formalizzato l’uscita dal Trattato di Ottawa sulle mine antiuomo, citando il deterioramento della propria sicurezza nazionale, mentre il conflitto continua a intrecciarsi sempre più con le dinamiche strategiche europee e transatlantiche. In Francia, la capogruppo della sinistra radicale Mathilde Panot ha riferito che il presidente Emmanuel Macron starebbe lavorando all’ipotesi di un contingente francese di 6.000 soldati da inviare in Ucraina in caso di tregua.

Il Regno Unito ha annunciato lo stanziamento di 200 milioni di sterline per preparare le proprie forze armate a un eventuale dispiegamento multilaterale. Parallelamente, Su richiesta di Kiev, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà lunedì in sessione d’emergenza. Il segretario generale Antonio Guterres ha condannato gli attacchi russi alle infrastrutture civili, ricordando che “gli attacchi contro civili e infrastrutture civili violano il diritto internazionale umanitario e sono inaccettabili”.

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