“Siamo qui per darvi supporto e per vincere insieme questo referendum e lo faremo”. Con queste parole la Segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ha aperto il suo intervento alla presentazione della campagna referendaria del Comitato della società civile per il No, a Roma. Un appuntamento che segna l’avvio ufficiale della mobilitazione contro la riforma, che la leader dem definisce senza mezzi termini “una partita difficile”, ma da affrontare giorno per giorno spiegando ai cittadini “come incide davvero sulla vita quotidiana del Paese”. Secondo Schlein, il governo starebbe “disseminando bugie per fare pura propaganda” e il compito del fronte del No sarà quello di smontare questa narrazione con un lavoro capillare di informazione. Al centro della sua critica c’è la natura stessa della riforma: “Non è una riforma della giustizia, perché non migliora in alcun modo l’efficienza del sistema di giustizia di questo Paese”, ha affermato. A suo giudizio, il provvedimento non nasce per rendere più rapido o più efficace il funzionamento della macchina giudiziaria, ma per rispondere a interessi di potere.
“Serve a chi sta già al potere e vuole sfuggire a ogni controllo”, ha spiegato, accusando il governo di voler indebolire il principio della separazione dei poteri. “Serve a chi crede che chi governa perché ha un voto in più non debba essere sottoposto ad alcun controllo da parte della magistratura. Serve a dire che la legge non è uguale per tutti”. Una riforma che, secondo la segretaria del Pd, finirebbe per introdurre un’idea pericolosa: quella per cui chi ha vinto le elezioni può decidere l’interpretazione delle leggi, ponendosi al di sopra delle regole comuni.
Istituzioni di garanzia
Nel suo intervento Schlein ha allargato il campo anche all’azione complessiva dell’esecutivo negli ultimi tre anni, citando una serie di provvedimenti che, a suo avviso, dimostrerebbero una costante difficoltà nel rapporto con le istituzioni di garanzia. “Cosa ha fatto in questi tre anni questo governo?”, ha chiesto. “Ha fatto quella riforma sull’autonomia differenziata, bocciata dalla Corte Costituzionale. Ha fatto dei centri inumani, illegali e vuoti in Albania, che sono stati bloccati persino dalla Corte Europea di Giustizia”. Schlein ha poi richiamato anche il progetto del Ponte sullo Stretto, definendolo un investimento da 13 miliardi di euro “bocciato dalla Corte dei Conti”. Un elenco che, secondo la leader dem, smentisce l’idea di un complotto giudiziario contro il governo. “Gridano al complotto, ma non è colpa dei giudici se questo governo non sa scrivere le leggi”.



