Il contributo richiesto alle banche nell’ambito della manovra economica è “significativo” e rappresenta una delle principali fonti di gettito previste. A sottolinearlo è il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, intervenuto alla trasmissione ‘Il confronto’, condotta da Monica Setta su Rai 2. Secondo Colombani, l’aumento di due punti percentuali dell’aliquota Irap, già superiore all’aliquota ordinaria, è la misura destinata a garantire le entrate più consistenti. Un intervento che si colloca all’interno di un quadro più ampio, quello dell’attuazione degli obiettivi fissati con la riforma del Patto europeo di stabilità e crescita. Obiettivi che puntano alla sostenibilità nel medio termine dell’indebitamento pubblico, attraverso il miglioramento del saldo primario strutturale. “In questo contesto – ha spiegato il segretario generale di First Cisl – era indispensabile trovare le coperture per finanziare gli interventi previsti dalla manovra”. Tuttavia, Colombani ha messo in guardia dal rischio che gli istituti di credito tentino di recuperare le risorse richieste trasferendo i costi sulla clientela, attraverso l’aumento delle commissioni o l’introduzione di nuovi oneri.
Organismi di vigilanza
Per questo motivo ha chiamato in causa direttamente gli organismi di vigilanza. “Spetta alle autorità creditizie, alla Banca d’Italia, ma soprattutto al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, che esercita l’alta vigilanza sul settore, monitorare con attenzione la situazione”, ha affermato. L’obiettivo, ha aggiunto, deve essere quello di evitare che il peso della manovra ricada indirettamente su cittadini e imprese Un passaggio particolarmente netto riguarda il mondo del lavoro: “È chiaro che non può essere lo stakeholder lavoro a pagare il conto”. Un messaggio che si inserisce nel delicato momento di rinnovo contrattuale del settore bancario. Colombani ha ricordato che il contratto nazionale Federcasse è scaduto a dicembre 2025, mentre quello Abi scadrà a marzo di quest’anno. A breve, dunque, partiranno i lavori per la definizione delle piattaforme rivendicative unitarie. In questo scenario, il sindacato non accetterà che il contributo richiesto alle banche venga utilizzato come giustificazione per frenare gli aumenti salariali o peggiorare le condizioni contrattuali. “Non accetteremo che i banchieri accampino la scusa del contributo alla manovra, che peraltro loro stessi giudicano ragionevole”, la sua chiosa.



