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Donald Trump, Presidente Usa

Venezuela, quinto sequestro Usa di una petroliera. Trump rilancia sul controllo del Paese

Il tycoon incontra compagnie petrolifere: petroliera “Investiranno almeno 100 miliardi”. Caracas rilascia alcuni detenuti italiani, attesa per Trentini
sabato, 10 Gennaio 2026
3 minuti di lettura

Gli Stati Uniti hanno sequestrato la petroliera Olina, battente bandiera di Timor Est, intercettata nel Mar dei Caraibi nei pressi di Trinidad. Secondo quanto riferito da Reuters citando funzionari americani, si tratta della quinta nave sequestrata in pochi giorni nell’ambito delle operazioni di controllo sulle esportazioni di petrolio venezuelane. Il Dipartimento della Guerra Usa ha confermato su X che l’operazione, condotta dai marines e dalla marina della Joint Task Force Southern Spear, è avvenuta“senza incidenti”, ribadendo che “non esiste un rifugio sicuro per i criminali” e che Washington resta “inflessibile” nel porre fine alle attività illecite e nel ripristinare la sicurezza nell’emisfero occidentale.

Il Wall Street Journal ha aggiunto che la Olina, precedentemente nota come Minerva M, era già stata sanzionata dagli Stati Uniti per il trasporto di petrolio russo, un elemento che rischia di aggravare ulteriormente le tensioni tra Washington e Mosca, a pochi giorni dal sequestro della petroliera Marinera. Proprio su quest’ultimo dossier, il ministero degli Esteri russo ha annunciato che il presidente Donald Trump ha deciso di rilasciare due membri russi dell’equipaggio, una scelta accolta con favore da Mosca.

Parallelamente, Trump ha incontrato alla Casa Bianca i rappresentanti di oltre una dozzina di compagnie petrolifere internazionali, tra cui Chevron, ExxonMobil, ConocoPhillips, Shell, Repsol ed Eni, oltre alla società di trading Trafigura. All’incontro hanno partecipato anche il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario all’Energia Chris Wright e quello agli Interni Doug Burgum. Secondo Bloomberg, Trump avrebbe esortato le aziende a investire in Venezuela con un appello diretto: “Fatelo per il vostro Paese”. Su Truth Social ha poi scritto che “almeno 100 miliardi di dollari saranno investiti dalle grandi compagnie petrolifere”, anche se le aziende continuano a chiedere solide garanzie legali e finanziarie.

Trump: “governare” il Venezuela

Sul piano politico, il presidente ha rivendicato apertamente il ruolo degli Stati Uniti nel nuovo corso venezuelano. In un’intervista al New York Times, Trump ha affermato di aspettarsi che Washington “governi il Venezuela ed estragga petrolio dalle sue enormi riserve per anni”, sostenendo che le autorità ora al comando del Paese “ci stanno dando tutto ciò che riteniamo necessario”. “Lo ricostruiremo in modo molto redditizio. Useremo petrolio e prenderemo petrolio. Stiamo facendo scendere i prezzi del petrolio e daremo soldi al Venezuela, di cui hanno disperatamente bisogno”, ha dichiarato. In questo contesto si inserisce anche l’arrivo a Caracas di un aereo del Dipartimento di Stato Usa, siglato State69, atterrato ieri mattina proveniente da Curaçao. Washington non ha comunicato ufficialmente lo scopo della missione, alimentando interrogativi su possibili contatti diretti con le autorità venezuelane.

Limitazioni al presidente

Sul fronte interno statunitense, le mosse dell’amministrazione Trump hanno aperto una frattura politica a Washington. Ieri il Senato degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione volta a limitare il potere del presidente di ricorrere all’uso della forza militare in Venezuela senza un esplicito mandato del Congresso. Il testo è passato grazie al voto congiunto dei democratici e di cinque senatori repubblicani, segnalando resistenze bipartisan all’escalation americana nei Caraibi.

Liberazioni di detenuti

Sul fronte umanitario e diplomatico, Caracas ha avviato il rilascio di diversi detenuti stranieri. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha annunciato la liberazione di Biagio Pilieri, cittadino italo venezuelano e leader dell’opposizione, definendola “l’ennesima vittoria diplomatica dell’Italia”. Tajani ha riferito di aver parlato con Pilieri, “in buone condizioni” e già assistito dalla sede diplomatica italiana, auspicando ulteriori liberazioni. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato che resta invece “un provvedimento di scarcerazione non ancora eseguito” per Luigi Gasperin, pur esprimendo gratitudine a Caracas per l’avvio della liberazione dei detenuti politici. A Madrid sono intanto atterrati i cinque cittadini spagnoli liberati, tra cui l’attivista Rocío San Miguel e il giornalista Miguel Moreno. Trump ha rivendicato anche questo passaggio, affermando a Fox News che i rilasci sono avvenuti su richiesta degli Stati Uniti. Il presidente ha inoltre annunciato di aver “annullato una seconda ondata di attacchi” contro il Venezuela perché “a quanto pare non sarà necessaria”.

Le reazioni internazionali

Le reazioni internazionali restano contrastanti. Pechino ha ribadito che continuerà a sostenere Caracas “indipendentemente dall’evoluzione della situazione politica”, mentre il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e la presidente messicana Claudia Sheinbaum hanno riaffermato il ripudio di ogni attacco alla sovranità venezuelana. Dal Vaticano, Leone XIV ha infine rinnovato l’appello a rispettare la volontà del popolo venezuelano e i diritti umani, richiamando la necessità di costruire “un futuro di stabilità e di concordia” per un Paese provato da anni di crisi.

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