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Missile ipersonico Oreshnik a 80km dalla Polonia. Ue condanna, Ucraina: “Crimine di guerra”

Kiev senza riscaldamento, il sindaco: “Chi può se ne vada”. Per il Cremlino si tratta della risposta all’attacco (non provato) alla residenza di Putin. Starmer, Macron, Merz: “Inaccettabile escalation”
sabato, 10 Gennaio 2026
3 minuti di lettura

Secondo l’Aeronautica militare ucraina, Mosca ha lanciato 242 droni e 36 missili nella notte, inclusi missili da crociera e almeno un missile balistico a medio raggio Oreshnik, prendendo di mira soprattutto Kiev e la regione di Leopoli, nell’ovest del Paese, a circa 80 chilometri dal confine con la Polonia. Nella capitale ucraina l’attacco ha provocato gravi danni alle infrastrutture critiche. Le autorità locali hanno riferito che 20 edifici residenziali sono stati colpiti e che vaste aree della città sono rimaste senza elettricità e acqua.

Il sindaco Vitali Klitschko ha confermato che quasi 6 mila condomini, circa metà del totale, sono attualmente senza riscaldamento, in un contesto di peggioramento delle condizioni meteorologiche. “L’attacco combinato della scorsa notte è stato il più doloroso per le infrastrutture critiche della capitale”, ha dichiarato, invitando i cittadini che ne hanno la possibilità a lasciare temporaneamente la città per raggiungere luoghi con fonti alternative di energia. I servizi di emergenza ucraini hanno annunciato ieri la conclusione delle operazioni di soccorso. Il bilancio ufficiale è di 4 morti e 25 feriti, tra cui 5 soccorritori. “32 persone sono state salvate”, si legge nella nota, che ringrazia medici, psicologi, volontari e operatori intervenuti nei diversi quartieri colpiti di Kiev.

Oreshnik vicino all’Ue, “crimine di guerra”

L’intelligence ucraina ha mostrato i frammenti del missile Oreshnik recuperati nella regione di Leopoli. In un messaggio su Telegram, il servizio di sicurezza Sbu ha spiegato che i resti, tra cui il blocco di stabilizzazione e puntamento, “hanno lo status di prove materiali” e che l’uso di quest’arma contro infrastrutture civili viene qualificato come crimine di guerra. Secondo le prime ricostruzioni, il missile sarebbe stato lanciato dal poligono russo di Kapustin Yar. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito l’attacco “un banco di prova per la comunità transatlantica» e ha annunciato l’intenzione di chiedere una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, del Consiglio Ucraina Nato e consultazioni in Ue, Osce e Consiglio d’Europa.

Il Cremlino ha rivendicato l’attacco, sostenendo che sia stato condotto “in risposta all’attacco terroristico” contro la presunta residenza di Vladimir Putin, episodio che Kiev definisce una “bugia». Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha affermato che l’uso dell’Oreshnik rappresenta il modo corretto di agire contro “pericolosi pazzi”. Parallelamente, il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista del villaggio di Zelenoye, nella regione di Zaporizhzhia.

Reazione europea e diplomazia

L’uso del missile Oreshnik è stato duramente condannato dai leader di Regno Unito, Francia e Germania. In una nota diffusa dopo una telefonata congiunta, Keir Starmer, Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno parlato di una “escalation inaccettabile”. Anche Berlino ha ribadito che l’azione russa “non è stata provocata” da Kiev. L’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha definito l’Oreshnik “un chiaro avvertimento all’Europa e agli Stati Uniti”, chiedendo più difesa aerea e sanzioni più severe.

Dal lato russo, Kirill Dmitriev ha replicato in modo sprezzante, sostenendo che “non esistono difese aeree” contro un missile ipersonico Mach 10. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha avuto ieri un colloquio con il segretario generale della Nato Mark Rutte sulla sicurezza dell’Artico e sugli sforzi per porre fine alla guerra. Il premier polacco Donald Tusk ha osservato che “la prospettiva della pace resta ancora lontana”. Da Kiev, il ministro degli Esteri ceco Petr Macinka ha confermato il proseguimento dell’“iniziativa sulle munizioni” e una cooperazione rafforzata sui sistemi antidrone.

L’ambasciata del Qatar a Kiev è stata danneggiata, ma Doha ha confermato che nessun diplomatico è rimasto ferito. Sul piano umanitario e morale, Papa Leone ha rinnovato l’appello a “un cessate il fuoco immediato” e a un dialogo sincero. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto “una chiara reazione del mondo”, in particolare degli Stati Uniti, sottolineando che il sostegno alla difesa aerea “non può perdere neanche un giorno”. Intanto, dalla Corea del Nord, Kim Jong-un ha promesso a Putin un sostegno “permanente”, confermando il rafforzamento dell’asse tra Pyongyang e Mosca.

Navi colpite nel Mar Nero e rischio nucleare

Kiev ha inoltre accusato Mosca di aver colpito due navi mercantili nel Mar Nero con droni, uccidendo un marinaio siriano e causando possibili feriti su una seconda nave diretta a Tchornomorsk per il carico di cereali. Sul fronte nucleare, il direttore dell’Aiea Rafael Mariano Grossi ha annunciato l’avvio di consultazioni per un cessate il fuoco temporaneo attorno alla centrale di Zaporizhzhia, dopo il danneggiamento di una linea elettrica ad alta tensione.

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