Una nuova ondata di bombardamenti russi su larga scala ha colpito nella notte l’Ucraina, investendo in particolare Kiev e Leopoli e provocando un grave collasso delle infrastrutture energetiche nel pieno dell’inverno. Secondo le autorità ucraine, l’attacco ha causato almeno quattro morti nella capitale e un numero analogo nella regione di Kherson, oltre a una ventina di feriti, mentre milioni di persone sono rimaste senza elettricità, acqua e riscaldamento.
Il Sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha riferito che circa metà dei condomini della capitale, quasi seimila edifici, è attualmente priva di riscaldamento a causa dei danni alle infrastrutture critiche. Anche l’approvvigionamento idrico è stato interrotto in diversi quartieri e venti palazzi risultano direttamente colpiti. I servizi municipali stanno operando in modalità di emergenza, con l’installazione di caldaie mobili per ospedali e strutture sociali, ma le previsioni meteo indicano un ulteriore peggioramento delle condizioni climatiche. «Chi ha la possibilità di lasciare temporaneamente la città lo faccia», ha dichiarato Klitschko, definendo l’attacco «il più doloroso per le infrastrutture critiche della capitale».
L’aeronautica ucraina ha reso noto che nella notte la Russia ha lanciato complessivamente 242 droni e 36 missili, inclusi missili da crociera e un missile balistico a medio raggio Oreshnik, prendendo di mira soprattutto la regione di Kiev. Attacchi sono stati registrati anche a Leopoli, dove le autorità locali hanno parlato di intercettazioni di ordigni che viaggiavano a velocità ipersonica, fino a circa 13mila chilometri orari. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito l’uso dell’Oreshnik vicino al confine con Ue e Nato «una grave minaccia per la sicurezza del continente europeo» e «un banco di prova per la comunità transatlantica», annunciando la richiesta di una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, del Consiglio Ucraina-Nato e di consultazioni nell’ambito di Ue, Osce e Consiglio d’Europa.
Mosca ha rivendicato l’attacco sostenendo di aver colpito «obiettivi strategici» e di aver distrutto un impianto coinvolto nella produzione di droni utilizzati, secondo il Cremlino, contro la residenza del presidente Vladimir Putin. Il ministero della Difesa russo ha parlato di una risposta a un «attacco terroristico» di Kiev, accusa che l’Ucraina respinge definendola una menzogna. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha commentato che l’uso del missile Oreshnik rappresenta «il modo di agire contro pericolosi pazzi», rivendicando una linea di durezza in un contesto internazionale che definisce «caotico».
Reazioni politiche
Sul piano diplomatico, l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha accusato Mosca di non volere la pace, affermando che l’impiego del missile Oreshnik costituisce «una chiara escalation» e «un avvertimento all’Europa e agli Stati Uniti». Kallas ha chiesto ai Paesi dell’Ue di rafforzare immediatamente il sostegno alla difesa aerea ucraina e di varare sanzioni più severe. Berlino ha condannato l’attacco definendolo un’escalation non provocata, ribadendo il proprio sostegno a Kiev.
In Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato che «è il momento che anche l’Unione europea parli con la Russia», pur giudicando prematuro un eventuale rientro di Mosca nel G7 e rinviando questi temi a una fase successiva a un accordo di pace.
Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invocato «una chiara reazione del mondo», in particolare degli Stati Uniti, sottolineando che gli attacchi dimostrano come il rafforzamento della difesa aerea resti una priorità assoluta. Zelensky ha inoltre denunciato il danneggiamento dell’ambasciata del Qatar a Kiev, definendo l’episodio emblematico della natura indiscriminata dei raid russi.
Mentre Mosca annuncia anche la conquista del villaggio di Zelenoye nella regione di Zaporizhzhia, il conflitto continua a produrre effetti a catena su entrambi i lati del fronte. Nella regione russa di Belgorod, il governatore locale ha riferito che oltre 500mila persone sono senza elettricità a seguito di un attacco ucraino. In questo contesto di escalation militare e umanitaria, Papa Leone ha rinnovato l’appello a un cessate il fuoco immediato e a un dialogo sincero, richiamando la comunità internazionale alla responsabilità di proteggere la popolazione civile e di non abbandonare la via della diplomazia.




Trump cerca di minimizzare il fallimento in Ucraina con l’avventura in Venezuela e la pretesa acquisizione della Groenlandia. L’Ucraina è il fallimento della politica estera degli USA.