Gli Stati Uniti tornano a puntare i riflettori sulla Groenlandia, e lo fanno con una mossa diplomatica che sta già facendo discutere. Il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato che incontrerà la prossima settimana i funzionari danesi per discutere dell’interesse americano verso l’isola artica, territorio autonomo del Regno di Danimarca. Un incontro richiesto con urgenza da Copenaghen e Nuuk, dopo che Washington ha evitato di escludere esplicitamente anche l’opzione militare per tutelare i propri interessi strategici nell’Artico. Le dichiarazioni della Casa Bianca hanno infatti alimentato un clima di forte nervosismo nella NATO: martedì, un portavoce aveva ribadito che “l’esercito statunitense è sempre un’opzione”, provocando la reazione immediata del primo ministro danese, che ha avvertito che un’acquisizione forzata della Groenlandia equivarrebbe a “la fine dell’Alleanza”. Rubio, nel tentativo di smorzare le tensioni, ha precisato che l’obiettivo degli Stati Uniti resta una trattativa economica e diplomatica, non un intervento armato. Secondo quanto riportato da diverse testate, il segretario di Stato avrebbe spiegato ai parlamentari americani che il presidente Trump punta a una soluzione finanziaria per convincere la Danimarca a cedere l’isola, ricca di minerali critici e strategicamente posizionata nell’Artico. Nonostante le rassicurazioni, l’Europa resta in allerta. La Francia ha già avviato consultazioni con gli alleati per preparare un eventuale piano di risposta qualora Washington dovesse davvero prendere in considerazione un’azione militare, mentre la Danimarca insiste sul fatto che la sovranità groenlandese non è negoziabile. L’incontro della prossima settimana sarà dunque cruciale per capire se il dossier Groenlandia potrà rientrare nei binari della diplomazia o se diventerà un nuovo fronte di frizione transatlantica. Per ora, la sola certezza è che l’interesse americano per l’isola non è affatto svanito — anzi, sembra destinato a intensificarsi.



