Vacanze finite in una “trappola dorata” per oltre 400 turisti stranieri, tra cui più di 80 italiani, rimasti bloccati sull’isola yemenita di Socotra dopo la chiusura dello spazio aereo e la sospensione improvvisa dei voli. La decisione è stata presa dalle autorità locali a causa dell’acuirsi delle tensioni militari nello Yemen continentale, dove si confrontano fazioni governative sostenute da Riad e gruppi separatisti appoggiati dagli Emirati Arabi Uniti. Il blocco dei collegamenti ha colpito in particolare i voli operati da compagnie dirette verso gli Emirati Arabi Uniti, principale porta d’accesso all’arcipelago. I turisti, distribuiti tra hotel, resort e campeggi, sono stati invitati a non spostarsi e a rimanere in contatto con i tour operator in attesa di aggiornamenti. Le autorità locali hanno confermato che tutti i voli sono sospesi a tempo indeterminato, senza una data certa per la riapertura dello scalo. La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi, è in contatto con i connazionali e con le autorità dell’area per monitorare la situazione e valutare eventuali soluzioni di rientro. Al momento, però, la priorità resta la sicurezza: l’isola, pur lontana dai combattimenti, risente indirettamente dell’instabilità che scuote il Paese e che ha portato alla dichiarazione dello stato d’emergenza in diverse regioni. Socotra, definita spesso “le Galápagos dell’Oceano Indiano” per la sua biodiversità unica, è una meta sempre più popolare tra gli appassionati di natura e trekking. Ma la sua posizione strategica e la fragilità politica dello Yemen la rendono vulnerabile a improvvisi cambiamenti di scenario. Non è la prima volta: un episodio simile si era verificato anche nel 2024, quando un gruppo di turisti italiani era rimasto bloccato per giorni sull’isola. Per i viaggiatori attualmente fermi a Socotra, l’attesa continua. E mentre l’isola resta sospesa tra paradiso naturale e crisi geopolitica, cresce la speranza che i voli possano riprendere al più presto.



