La guerra in Ucraina entra in una nuova fase di forte pressione militare e diplomatica, con una notte segnata da attacchi incrociati di droni e un passaggio politico rilevante sul piano internazionale con il vertice della Coalizione dei Volenterosi in programma oggi a Parigi.
Il quadro militare fa da sfondo all’incontro nella capitale francese, al quale parteciperanno anche gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, in rappresentanza dell’amministrazione Trump. Alla vigilia del vertice, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una videoconferenza con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini per fare il punto sulle principali crisi internazionali, a partire da Ucraina e Venezuela, e definire la linea italiana in vista del confronto tra alleati.
Sul fronte economico, la Commissione europea ha annunciato che la prima tranche del prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina sarà erogata entro il secondo trimestre dell’anno. Il finanziamento, a tasso zero, dovrà essere rimborsato solo dopo la fine della guerra, una volta che la Russia avrà versato le riparazioni, ed è ora in attesa dell’approvazione formale di Consiglio e Parlamento europei.
In parallelo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avviato un nuovo rimpasto ai vertici della sicurezza. Vasyl Malyuk, capo del Servizio di sicurezza ucraino e figura chiave di operazioni di alto profilo come gli attacchi al ponte di Crimea e alle basi dei bombardieri strategici russi, è stato rimosso dall’incarico. Al suo posto è stato nominato ad interim Yevhen Khmara, funzionario con una rapida carriera nell’SBU e un profilo operativo.
Sul piano militare, Zelensky ha dichiarato che negli ultimi tre mesi sarebbero morti circa 90 mila soldati russi, secondo analisi basate su verifiche video. Nel dettaglio, Kiev stima 26 mila morti a ottobre, 30 mila a novembre e 35 mila a dicembre. Il presidente ha sottolineato il ruolo centrale delle tecnologie e dei droni, responsabili della maggior parte delle vittime da entrambe le parti, annunciando un forte incremento della produzione e della fornitura di nuovi dispositivi per rafforzare la difesa. Pur ribadendo l’impegno di Kiev per una soluzione diplomatica rapida, Zelensky ha accusato Mosca di non mostrare la stessa disponibilità.
Notte di raid
Nella notte la Russia ha lanciato un massiccio attacco con 61 droni contro il territorio ucraino. Lo ha reso noto l’aeronautica di Kiev, citata da Rbc Ukraine, precisando che circa quaranta ordigni erano droni d’attacco Shahed. I velivoli sono stati lanciati da diverse basi, tra cui Millerovo, Kursk, Oryol e la regione di Donetsk. L’offensiva, iniziata nel tardo pomeriggio, ha provocato ripetuti allarmi antiaerei nella capitale e in gran parte del Paese, aggravati anche dalla minaccia di missili balistici e dal decollo di due caccia MiG 31K. A Kiev, nel distretto di Obolonskyi, un attacco ha danneggiato una struttura medica privata, costringendo all’evacuazione dei pazienti.
Nel Sud dell’Ucraina, nella regione di Kherson, un attacco con drone russo ha ucciso l’arciprete Heorhii Horbenko, rettore della chiesa dell’Intercessione nel villaggio di Orlove. La notizia è stata diffusa dalla Chiesa ortodossa ucraina e rilanciata dall’agenzia Ukrinform. L’episodio si inserisce in una lunga sequenza di attacchi che colpiscono anche civili e figure religiose nelle aree di prima linea.
Un attacco russo ha colpito anche la città di Dnipro, dove è stata centrata un’azienda di proprietà del gruppo agricolo statunitense Bunge, causando una fuoriuscita di circa 300 tonnellate di petrolio. A Kharkiv, cinque attacchi missilistici hanno provocato gravi danni alle infrastrutture energetiche, nel quadro della campagna russa che da mesi prende di mira il sistema elettrico ucraino nel pieno dell’inverno.
Sul fronte opposto, droni ucraini hanno colpito la città russa di Tver, nella Russia occidentale. Le autorità locali hanno riferito di un morto e due feriti dopo che un frammento di drone ha colpito un complesso residenziale, causando anche un incendio. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, nella notte sono stati abbattuti 129 droni ucraini in oltre venti regioni russe, una distribuzione definita insolita per ampiezza geografica, pur senza rappresentare un record numerico.



