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Raid su Kharkiv, 6 morti. Zelensky chiede sostegno stabile mentre prepara il vertice con Trump

Previsto per la fine del mese un nuovo incontro con il presidente USA e altri leader. Kiev e Mosca evocano il ‘precedente Maduro’ contro il leader avversario
lunedì, 5 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

La guerra in Ucraina ha vissuto una nuova giornata di escalation militare e pressione diplomatica, mentre Kiev ribadisce la centralità del sostegno occidentale e prepara un nuovo passaggio negoziale con Washington. Al centro, ancora una volta, il fronte di Kharkiv, gli attacchi con droni su territorio russo e il confronto politico tra Mosca, Kiev e gli Stati Uniti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito “di fondamentale importanza” la continuità del supporto dei partner occidentali, sottolineando che “un’assistenza costante alla difesa e il rafforzamento della nostra difesa aerea” sono essenziali per salvare vite umane.

In un messaggio pubblicato su X, Zelensky ha denunciato l’intensità degli attacchi russi, affermando che “solo questa settimana, la Russia ha lanciato più di 1.070 bombe aeree guidate, quasi 1.000 droni d’attacco e sei missili contro l’Ucraina”. Secondo il presidente, “la stabilità e la prevedibilità dell’assistenza all’Ucraina sono ciò che può davvero spingere Mosca verso la diplomazia”.

Sul piano diplomatico, Zelensky ha annunciato che alla fine di gennaio è previsto un nuovo incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, insieme ad altri leader, per discutere nuovamente il piano di pace. Martedì il presidente ucraino sarà a Parigi per la riunione della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi e incontrerà il team di Trump, spiegando che l’obiettivo è arrivare “entro la fine di gennaio” a un vertice negli Stati Uniti “a livello di leader, in un ampio cerchio”.

Minacce reciproche sul modello Maduro

In questo quadro Zelensky ha commentato il rapimento del presidente del Venezuela da parte degli USA osservando che “se i dittatori possono essere trattati in questo modo, allora gli Stati Uniti d’America sanno cosa fare”, in un’allusione implicita a Putin. Da parte sua il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha lanciato un duro avvertimento, sostenendo che Washington potrebbe riservare a Zelensky “la stessa fine di Maduro” se Kiev rifiutasse un accordo con Trump. “Gli yankee, avendo già creato un ‘precedente’ simile con Maduro, potrebbero ripeterlo”, ha dichiarato all’agenzia Tass, aggiungendo che “ci sono sicuramente molti più motivi per farlo”.

Sul piano politico interno, da Kiev, il ministro uscente della Difesa Denys Shmyhal ha rivendicato un rafforzamento delle capacità militari, affermando che nel 2025 le Forze Armate ucraine hanno ricevuto “il 25 percento in più di veicoli blindati speciali rispetto all’anno precedente”, inclusi mezzi MRAP con protezione anti-mine. Zelensky ha inoltre escluso, per ora, la sostituzione del comandante in capo Oleksandr Syrsky, precisando che “la sostituzione del comandante in capo non è prevista al momento”. Infine, dagli Stati Uniti, Trump ha criticato apertamente Vladimir Putin, dichiarando: “Non mi entusiasma Putin. Non sono contento. Sta uccidendo troppe persone”. La guerra, ha aggiunto, “sta diventando un bagno di sangue”, mentre i tentativi diplomatici restano appesi alla tenuta del sostegno occidentale e alla disponibilità delle parti a negoziare.

Kharkiv, sale a sei il bilancio delle vittime

Intanto, il bilancio dell’attacco missilistico russo su Kharkiv del 2 gennaio è salito a sei morti. Dopo il ritrovamento dei resti di una quinta e poi di una sesta vittima sotto le macerie, il capo dell’amministrazione regionale Oleh Synehubov e il sindaco Ihor Terekhov hanno confermato che le operazioni di soccorso e ricerca sono ancora in corso. Sul fronte militare, il ministero della Difesa russo ha rivendicato la conquista di Podoly, località a sud di Kupiansk. Tuttavia, il progetto di mappatura Deep State, partner della Difesa ucraina, nel suo ultimo aggiornamento non registra avanzamenti russi in quell’area, collocando Podoly a 4-5 chilometri dalle zone di combattimento attive.

Da parte sua, Mosca ha denunciato anche un’ondata di attacchi con droni. Il sindaco Sergei Sobyanin ha affermato che la contraerea russa avrebbe abbattuto 36 droni ucraini diretti verso la capitale, con la temporanea chiusura degli aeroporti moscoviti e la cancellazione di circa 200 voli. Nella regione di Kursk, il governatore Alexander Khinshtein ha riferito che oltre undicimila persone sono rimaste senza elettricità dopo attacchi contro infrastrutture energetiche. Allerta droni è stata diramata anche nella regione di Belgorod, dove il governatore Vyacheslav Gladkov ha parlato di un morto e due feriti, tra cui un bambino di quattro anni, in seguito a un attacco contro un veicolo, senza fornire prove fotografiche o video.

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