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Gaza, attacco israeliano su un lanciarazzi. Onu allerta sulla crisi umanitaria, nuove accuse dalla Flotilla

Idf denuncia una “palese violazione del cessate il fuoco”, almeno tre morti a Khan Younis. Guterres chiede di revocare lo stop alle Ong. Netanyahu parla di Iran con Trump, proteste a Tel Aviv e denunce di violenze sugli attivisti pro Gaza
lunedì, 5 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

L’esercito israeliano ha annunciato di aver condotto un “attacco preciso” nel Nord della Striscia di Gaza contro un lanciarazzi “carico e pronto al lancio” verso il Sud di Israele. Secondo quanto riferito dall’Idf e riportato da Haaretz, il sistema d’arma si trovava all’interno di un “pozzo di Hamas” ed era stato “utilizzato e equipaggiato dopo l’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco”, configurando quella che le forze armate israeliane definiscono una “palese violazione dell’accordo”.

Nella Striscia di Gaza meridionale, almeno tre palestinesi sono stati uccisi in distinti episodi nella città di Khan Younis. Lo hanno riferito le autorità sanitarie locali citate da Reuters. Tra le vittime figurano un ragazzo di 15 anni, un pescatore colpito al di fuori delle aree ancora occupate da Israele e un terzo uomo ucciso a colpi d’arma da fuoco a est della città, in zone sotto controllo israeliano. L’esercito israeliano non ha rilasciato commenti. Sale così a 421 il numero dei palestinesi uccisi nella Striscia dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, mentre i feriti sono 1.171, secondo l’agenzia Wafa.

Onu chiede revoca dello stop alle Ong

Sul fronte umanitario, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si è detto “fortemente preoccupato” per la decisione del governo israeliano di sospendere le operazioni di diverse organizzazioni non governative nei Territori palestinesi occupati. In una dichiarazione letta dal portavoce Stéphane Dujarric, Guterres ha chiesto la revoca delle misure, sottolineando che le Ong sono “indispensabili” per l’assistenza umanitaria e che la sospensione rischia di compromettere i fragili progressi ottenuti con il cessate il fuoco. Secondo l’Onu, il provvedimento si inserisce in una serie di restrizioni che hanno già rallentato l’ingresso di aiuti a Gaza e rischia di aggravare ulteriormente la crisi umanitaria.

Netanyahu sull’Iran e il vertice con Trump

Sul piano politico, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che “Israele è solidale con gli iraniani” e che “il governo di Israele, lo Stato di Israele e le mie politiche si identificano con la lotta del popolo iraniano e con le sue aspirazioni di libertà e giustizia”. In un’intervista al Times of Israel, Netanyahu ha spiegato che durante l’incontro della scorsa settimana in Florida con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump i due leader hanno discusso del dossier iraniano, ribadendo “l’arricchimento zero dell’uranio” e la necessità di rimuovere i 400 chilogrammi di materiale arricchito dall’Iran, sottoponendo i siti a una supervisione rigorosa.

Le denunce della Flotilla

Nuove accuse di violenze arrivano dagli attivisti della Flotilla per Gaza. Greta Thunberg ha condiviso su Instagram un comunicato che denuncia violenze sessuali subite da membri della Flotilla dopo l’arresto da parte delle forze israeliane. Tra loro l’italiano Vincenzo Fullone, arrestato a bordo della barca Conscience. “In tre occasioni diverse sono stato spogliato completamente e sottoposto a invasive e dolorose ispezioni anali”, ha dichiarato. Nel comunicato si citano anche le accuse della giornalista tedesca Anna Liedtke e dell’attivista australiano Surya McEwen. L’obiettivo è portare le denunce all’attenzione delle Nazioni Unite e della Corte penale internazionale dell’Aia.

Proteste a Tel Aviv e dossier Venezuela

A Tel Aviv centinaia di israeliani si sono radunati per chiedere una commissione d’inchiesta indipendente sugli eventi del 7 ottobre 2023, accusando il governo Netanyahu di non aver assunto responsabilità. I resti dell’ultimo ostaggio israeliano, l’agente di polizia Ran Gvili, non sono ancora stati restituiti da Gaza. Sul piano internazionale, Israele ha infine accolto con favore “l’operazione degli Stati Uniti” in Venezuela. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha dichiarato che Israele “si schiera al fianco del popolo venezuelano amante della libertà”, elogiando l’iniziativa guidata dal presidente Trump.

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