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L’Aquila Capitale della Cultura 2026, Biondi: “Un nuovo inizio per la città e per l’Appennino”

domenica, 4 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Con l’arrivo del 2026 si apre per L’Aquila un anno “importante e molto atteso”. A dirlo, in un’intervista esclusiva a Il Secolo d’Italia, è stato il sindaco Pierluigi Biondi, che annuncia l’avvio ufficiale del programma di Capitale italiana della Cultura con la cerimonia inaugurale del 17 gennaio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Con il 2026 si apre per L’Aquila un anno importante e molto atteso”, spiega Biondi. “La cerimonia inaugurale segnerà l’avvio ufficiale di un percorso costruito nel tempo e condiviso con una comunità che ha scelto di investire nella cultura come leva di crescita e di futuro”. Un passaggio che assume un valore simbolico forte per una città che ha fatto della ricostruzione post-sisma una base per ripensare se stessa.

Per il primo cittadino, Capitale italiana della Cultura “non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase”. Un anno, sottolinea, “che mette in relazione luoghi, persone e linguaggi diversi” e che consentirà a L’Aquila di raccontarsi “per quello che è oggi, senza retorica, con la determinazione di una città che ha saputo trasformare la ricostruzione in visione”. Al centro c’è “la coralità di una comunità ampia, policentrica e in costante evoluzione”.

“Un territorio, mille capitali”

Il cuore del programma è l’idea guida “Un territorio, mille capitali”, definita dal sindaco “la prima vera Capitale diffusa della Nazione”. Un modello che supera la logica della singola città per valorizzare l’intero Appennino centrale, le città medie, le aree interne e le periferie. Il calendario prevede oltre 300 eventi in 300 giorni, capaci di tenere insieme grandi produzioni nazionali e internazionali, artisti di primo piano e il lavoro quotidiano delle istituzioni culturali aquilane. Biondi rivendica una sinergia istituzionale ampia e leale, che coinvolge Governo, Ministero della Cultura, l’intera regione Abruzzo, i Comuni delle aree interne, la città di Rieti – in connessione con il sisma del 2016 – gli Uffici speciali per la ricostruzione e il sistema delle organizzazioni culturali. Un lavoro di squadra che ha reso possibile la costruzione di un programma diffuso e condiviso.

Grazie al milione di euro stanziato dal Ministero della Cultura, sono in fase di avvio “cantieri culturali diffusi, programmi di partecipazione e cittadinanza attiva”, tra cui quello realizzato con la Fondazione Cittadellarte di Michelangelo Pistoletto. In programma anche progetti di rigenerazione urbana, innovazione digitale e azioni pilota nei quartieri e nei paesi del territorio.

“I luoghi della cultura tornano a vivere”

Il 2026 segnerà anche la restituzione alla città di luoghi simbolo della cultura, a 17 anni dal sisma. Tra questi la riapertura del Teatro Comunale, che ospiterà l’evento conclusivo dell’anno con una grande opera a cura del Teatro Stabile d’Abruzzo. È previsto inoltre il rientro del Museo Nazionale d’Abruzzo nel Castello cinquecentesco entro dicembre 2025 e la riapertura del Teatro San Filippo. “L’Aquila ha dimostrato di saper rialzarsi e guardare avanti”, conclude Biondi. “Il 2026 è l’anno in cui questa energia diventa patrimonio comune e si trasforma in futuro”.

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