Mentre sul terreno proseguono gli attacchi russi e il bilancio delle vittime civili continua a salire, Kiev ha ospitato ieri una riunione ad alto livello dei consiglieri per la sicurezza nazionale di quindici Paesi alleati, insieme a rappresentanti dell’Unione europea, della Nato e a una delegazione statunitense collegata in videoconferenza. Al centro dei colloqui, come confermato dalle autorità ucraine, la definizione delle garanzie di sicurezza, il coordinamento sul piano di pace mediato dagli Stati Uniti e le basi economiche della ricostruzione. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sintetizzato la giornata indicando “tre direttrici chiave” per Kiev: sicurezza, ricostruzione e pace. “Tutto deve essere efficace, tempestivo e capace di garantire stabilità per decenni”, ha scritto su Telegram, spiegando che sono in preparazione nuovi incontri in Europa e negli Stati Uniti già dalla prossima settimana.
In parallelo, Zelensky ha riferito di una “positiva conversazione” con il primo ministro britannico Keir Starmer, in vista del vertice dei leader della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, atteso a Parigi nei prossimi giorni. Alla riunione di Kiev ha partecipato anche il consigliere per la sicurezza nazionale ucraino Rustem Umerov, che ha confermato l’avvio di un lavoro congiunto con i partner europei sui documenti quadro relativi alle garanzie di sicurezza e agli approcci al piano di pace.
Umerov ha inoltre reso noto che, in un incontro separato con funzionari americani, è stato discusso il piano di ripresa economica dell’Ucraina, collegando esplicitamente investimenti e ricostruzione alle decisioni in materia di sicurezza. Alla videoconferenza ha preso parte anche l’inviato speciale del presidente statunitense Steve Witkoff, con l’obiettivo di “sincronizzare ulteriormente” le posizioni di Kiev e Washington.
Accordi e quadro internazionale
Sul piano militare, il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine Andriy Hnatov ha annunciato che è stato raggiunto un accordo bilaterale con gli Stati Uniti su un documento militare articolato in quattro sezioni, dedicato al sostegno, al ripristino e alla modernizzazione delle forze armate ucraine, nonché ai meccanismi di monitoraggio e risposta in caso di violazioni. Parte del documento riguarda anche il ruolo operativo della Coalizione dei Volenterosi.
Tuttavia il quadro internazionale resta fragile. In Europa orientale emergono segnali di stanchezza, come dimostrano le dichiarazioni del premier ceco Andrej Babiš, che ha messo in dubbio la sostenibilità del sostegno finanziario a Kiev. Intanto, a Parigi, martedì 6 gennaio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parteciperà alla riunione dei leader della Coalizione dei Volenterosi, mentre in Italia il ministro della Difesa Guido Crosetto riferirà alla Camera il 15 gennaio sul decreto Ucraina.
In questo contesto, Kiev continua a ribadire che il piano di pace mediato dagli Stati Uniti è “pronto al 90 per cento”, ma che le questioni territoriali e le garanzie di sicurezza restano il nodo decisivo di un negoziato ancora lontano da una soluzione definitiva.
Rimpasto a Kiev
Parallelamente all’attività diplomatica, Zelensky ha proseguito un ampio rimpasto ai vertici dello Stato. Il giovane ministro della Transizione Digitale Mykhailo Fedorov è stato indicato come nuovo ministro della Difesa, con un mandato fortemente legato allo sviluppo e alla produzione di droni. L’ex premier ed ex ministro della Difesa Denys Shmyhal è stato invece proposto come nuovo ministro dell’Energia e primo vice primo ministro, in un momento segnato dall’intensificarsi degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche. Zelensky ha inoltre annunciato il cambio al vertice di cinque regioni, tra cui Dnipro e Poltava, con l’obiettivo di rafforzare il controllo amministrativo in una fase considerata cruciale.
Notte di raid: droni, missili e vittime civili
Sul fronte militare, la notte tra il 2 e il 3 gennaio è stata segnata da un massiccio attacco russo con 95 droni su diverse regioni ucraine. Secondo l’aeronautica di Kiev, 80 velivoli senza pilota sono stati abbattuti o neutralizzati, ma diversi UAV hanno colpito obiettivi civili. A Kharkiv, due persone, tra cui un bambino di tre anni, sono rimaste uccise nei bombardamenti con missili Iskander, mentre almeno 27 civili sono rimasti feriti. Vittime anche nella regione di Kherson, dove le autorità ucraine hanno denunciato nuovi raid russi, mentre Mosca continua ad accusare Kiev di attacchi “pianificati personalmente” da Zelensky, senza fornire prove verificabili.



