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Europa delle leggi complesse, Italia della burocrazia soffocante

Norme indecifrabili e digitalizzazione senza alternative allontanano i cittadini dal progresso che diventa minaccia e solitudine
domenica, 4 Gennaio 2026
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2 minuti di lettura

Quando il progresso esclude: digitale e norme astruse, due facce della stessa distanza che blocca persone, imprese e sviluppo

C’è un’immagine semplice, quasi disarmante, che racconta meglio di molte analisi il corto circuito tra modernità e vita reale: un cartello cartaceo con gli orari degli autobus, tornato al suo posto grazie alla determinazione di una donna di 88 anni. Carla del Ponte, di Montegrotto Terme, ha vinto una battaglia di buon senso contro l’idea che tutto debba passare da uno schermo. “Il QR code ci faceva sentire esclusi”, racconta. E con lei, a ringraziarla, sono stati tanti anziani che in quel quadratino digitale vedevano non un servizio, ma un muro.

La storia di Carla non è nostalgia del passato. È una domanda sul presente.

No a tutti i servizi digitali

In un Paese che invecchia rapidamente, la digitalizzazione totale dei servizi rischia di trasformarsi da strumento di efficienza a meccanismo di esclusione. Non tutti hanno uno smartphone, non tutti sanno usarlo, non tutti possono o vogliono dipendere da una connessione per sapere a che ora passa un autobus.

Europa-Italia, prigionieri della giungla legislativa

Questa distanza tra sistema e cittadini, però, non riguarda solo il digitale. È la stessa che si ritrova nella giungla normativa che avvolge l’Italia e, più in generale, l’Europa. Alessandro di Nicola, (avvocato docente ed editorialista), richiama uno studio pubblicato nell’agosto scorse su LaVoce (Guiso, Michellacci, Giommoni e Morelli) che fotografa un problema ben noto a imprese e operatori del diritto: l’oscurità normativa.

Burocrazia soffocante

Leggi difficili da leggere, da interpretare, persino da interrogare; testi che sconfinano nell’assurdo e producono esiti paradossali, fino a ribaltamenti di sentenze in Cassazione.

Nel contesto europeo la complessità normativa è spesso il prezzo di un sistema multilivello; in Italia, però, questa complessità si trasforma in burocrazia soffocante. Il corpo giuridico nazionale è diventato un mostro stratificato e contraddittorio: un freno allo sviluppo economico, un deterrente per chi vuole investire, un incubo per le piccole imprese. Così come il QR code alla fermata dell’autobus diventa un ostacolo per un’anziana, una norma europea o nazionale scritta in modo incomprensibile diventa un ostacolo per chi lavora e produce.

Modernità per le persone

Digitale opaco e diritto oscuro sono, in fondo, due manifestazioni della stessa idea distorta di progresso: quella che confonde la complessità con la modernità e dimentica le persone. Una modernità che parla solo a chi possiede gli strumenti culturali, tecnologici ed economici per decifrarla, mentre esclude silenziosamente tutti gli altri.

Semplificare per creare sviluppo e inclusione dei servizi

La risposta non è tornare indietro, ma andare avanti meglio. Semplificare le leggi, ridurre il numero delle norme, renderle leggibili e stabili. E, allo stesso tempo, ripensare la digitalizzazione dei servizi, soprattutto quelli rivolti agli anziani, garantendo sempre un’alternativa analogica chiara e accessibile. Il digitale deve affiancare, non sostituire; facilitare, non selezionare.

Perché se il progresso arricchisce pochi e complica la vita alla maggioranza dei cittadini, allora non è progresso. È solo un’altra forma di distanza. E a pagare il prezzo più alto, come spesso accade, sono gli anziani e chi tiene in piedi l’economia reale del Paese.

1 Comment Lascia un commento

  1. “Europa delle leggi complesse, Italia della burocrazia soffocante”. Tutte cose note da decenni ma la classe politica non è capace o non vuole proporre riforme strutturali adeguate alle esigenze odierne.

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