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Vladimir Putin, Presidente Russia

“Mosca prepara un attacco su larga scala”, Kiev lancia l’allarme. Zelensky sostituisce il ministro della difesa alla vigilia del vertice di sicurezza con 15 Paesi

sabato, 3 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Tra intensificazione dei raid e manovre diplomatiche, il conflitto ucraino appare lontano da una stabilizzazione. Kiev insiste sulla necessità di rafforzare la sicurezza e mantenere compatto il fronte dei partner, mentre Mosca continua a giocare su più tavoli, militari e politici, in un contesto internazionale sempre più frammentato.
In questo clima, Zelensky ha annunciato un’importante riorganizzazione ai vertici dello Stato. Kyrylo Kyrylo Budanov è stato nominato capo del Gabinetto presidenziale, in una fase che il presidente definisce cruciale per sicurezza e diplomazia. Contestualmente, Zelensky ha indicato Mykhailo Fedorov come nuovo ministro della Difesa, sottolineandone il ruolo centrale nello sviluppo e nella produzione di droni e nella digitalizzazione dei processi statali. L’ex premier Denys Shmyhal, ministro uscente, resterà comunque nell’esecutivo con un nuovo incarico legato alla “resilienza” del Paese.
Parallelamente, da Kiev arriva l’avvertimento più grave: secondo le autorità ucraine, Mosca starebbe preparando un’operazione su larga scala, mentre proseguono i colloqui con i partner occidentali per coordinare sicurezza, difesa e percorso negoziale.
L’Ucraina ospita oggi una riunione dei consiglieri per la sicurezza nazionale di una quindicina di Paesi, insieme a rappresentanti dell’Unione europea e della Nato, con una delegazione statunitense collegata in videoconferenza. L’incontro rientra nel quadro della cosiddetta “coalizione dei volenterosi” e precede un nuovo vertice politico previsto in Francia la prossima settimana.
Il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov ha confermato l’arrivo a Kiev dei consiglieri europei, parlando di “una giornata di lavoro intensa” dedicata a sicurezza, economia e documenti quadro per le prossime fasi. Sullo sfondo resta il piano di pace mediato dagli Stati Uniti, che il presidente Volodymyr Zelensky definisce “pronto al 90 per cento”, pur riconoscendo che le questioni territoriali restano irrisolte.
Tuttavia non mancano segnali di affaticamento tra alcuni partner di Kiev. In Repubblica Ceca, il premier Andrej Babiš ha dichiarato l’impossibilità di proseguire con il sostegno finanziario all’Ucraina, sostenendo che le priorità di bilancio devono ora concentrarsi sulle esigenze interne. Babiš ha inoltre espresso scetticismo sulla possibilità di una sconfitta russa e ha messo in dubbio anche gli impegni sulla difesa aerea e sull’acquisto dei caccia F-35, aprendo una frattura nel fronte orientale dell’Ue. In Italia, il tema Ucraina tornerà in Aula giovedì 15 gennaio, quando il ministro della Difesa Guido Crosetto riferirà alla Camera sul decreto di sostegno a Kiev. Un passaggio parlamentare che si inserisce in una fase di forte pressione politica, mentre la guerra sul campo continua a produrre vittime civili e a mettere alla prova la tenuta dell’alleanza occidentale.

Pioggia di droni e missili

Nella notte, la Russia ha lanciato un massiccio attacco con 95 droni contro diverse regioni ucraine. Secondo l’aeronautica di Kiev, 80 velivoli senza pilota sono stati abbattuti o neutralizzati, molti dei quali di tipo Shahed. Alcuni Uav hanno comunque colpito varie località, mentre frammenti sono caduti in aree abitate. L’allerta aerea è scattata anche nella capitale per il rischio di armi balistiche.
La situazione più drammatica resta a Kharkiv, dove nelle ultime 24 ore i bombardamenti russi hanno causato almeno due morti e 27 feriti, tra cui diversi bambini. Il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleg Synegubov, ha riferito che il distretto di Kiev della città è stato colpito da missili Iskander-M. Il sindaco Ihor Terekhov ha confermato il ritrovamento di una donna tra le macerie di un edificio distrutto, mentre risulta ancora dispersa la madre di un bambino di tre anni ucciso nel raid.

Mosca tra Ucraina e Venezuela

Sul piano internazionale, la Russia prova a spostare l’attenzione anche su altri teatri. Il ministero degli Esteri di Mosca ha condannato quella che definisce “un’aggressione armata degli Stati Uniti contro il Venezuela”, parlando di un atto che suscita “profonda preoccupazione”. Una presa di posizione che si inserisce nella più ampia strategia russa di denuncia delle iniziative militari statunitensi, mentre il Cremlino continua a respingere le accuse di escalation in Ucraina.

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