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Crans-Montana, 40 morti e 119 feriti: Tajani: “Accertare le responsabilità e salvare vite”

Indagini per omicidio e lesioni: 13 italiani feriti, 6 dispersi. Il fuoco partito dalle candele sulle bottiglie di champagne
sabato, 3 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

È di 40 morti e 119 feriti il bilancio provvisorio dell’incendio che nella notte di Capodanno ha devastato il bar-discoteca ʼLeConstellationʼ, nella località turistica di Crans-Montana, in quel della Svizzera. Una tragedia che ha scosso l’intera Europa e che ha avuto pesanti ripercussioni anche in Italia, con numerosi connazionali coinvolti. La magistratura del Canton Vallese ha aperto un’inchiesta per omicidio, lesioni e negligenza, mentre proseguono le complesse operazioni di identificazione delle vittime. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla Procura, l’incendio sarebbe partito dalle candele luminose inserite nelle bottiglie di champagne, utilizzate durante i festeggiamenti.

Le fiamme avrebbero poi raggiunto il materiale fonoassorbente del locale, provocando un fenomeno di flashover che ha favorito una propagazione rapidissima del fuoco. La Procuratrice generale Beatrice Pilloud ha chiarito che nessuna ipotesi risulta esclusa e che le indagini si concentrano su più aspetti: i lavori effettuati nel locale, i materiali impiegati, le misure di sicurezza adottate, la capienza massima consentita e la reale funzionalità delle uscite di emergenza. I due gestori del bar sono già stati ascoltati dagli inquirenti.

Il bilancio e le identificazioni

Nel corso di una conferenza stampa a Sion, il Capo della polizia del Canton Vallese Frederic Gisler ha confermato che 113 vittime risultano formalmente identificate. La distribuzione per nazionalità evidenzia 71 cittadini svizzeri, 14 francesi, 11 italiani, quattro serbi, oltre a un bosniaco, un belga, un lussemburghese, un polacco e un portoghese. Restano ancora diverse posizioni da chiarire e oltre trenta operatori specializzati lavorano senza sosta per completare le identificazioni e fornire risposte alle famiglie, che ricevono assistenza psicologica continua.

Il fronte italiano

Il quadro relativo agli italiani coinvolti rimane complesso e in evoluzione. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha confermato 13 feriti e 6 dispersi. Quattro feriti si trovano ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, mentre altri sono assistiti in strutture sanitarie svizzere. Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori trasferimenti in Italia, in particolare per i casi più gravi. Tra i feriti figurano inoltre alcune persone non ancora identificate, elemento che alimenta l’incertezza sul numero reale dei connazionali coinvolti. Tra le vittime figura il giovane golfista Emanuele Galeppini, sedicenne originario di Genova, come annunciato dalla Federazione Italiana Golf. La famiglia, però, ha chiesto prudenza e attende l’esito dell’esame del Dna prima di una conferma definitiva, mantenendo il ragazzo nella lista dei dispersi.

Tajani a Crans-Montana

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha raggiunto ieri Crans-Montana per incontrare le famiglie dei connazionali coinvolti e le autorità locali. “Occorre accertare le responsabilità e salvare quante più vite possibile”, le sue prime parole dopo aver visitato il luogo dell’incendio e aver parlato di “tracce evidenti di un dramma”. Il Vicepremier ha confermato il pieno sostegno dell’Italia alle autorità elvetiche, con l’invio di un elicottero della Protezione civile, medici specializzati in grandi ustioni, agenti della polizia scientifica e psicologi provenienti da diverse regioni italiane.

Il Ministro ha ribadito che nessun nome verrà ufficializzato senza certezze e che i tempi delle identificazioni dipendono dallo stato delle vittime. Ambasciata e consolato italiani garantiscono aggiornamenti costanti ai familiari, assistiti anche da una task force dedicata.

Le dichiarazioni delle autorità

Il proprietario del locale, Jacques Moretti, ha detto al quotidiano ʼLa Tribune de Geneveʼ che la struttura aveva superato tre ispezioni negli ultimi dieci anni e che “tutto era stato fatto secondo gli standard”. Più severo il giudizio dell’Ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, che ha definito l’accaduto “una tragedia senza precedenti” e ha parlato di un disastro potenzialmente evitabile.

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