L’anno che si chiude consegna un’Italia dai due volti. Da un lato i numeri della finanza, dall’altro la quotidianità di imprese e famiglie. Piazza Affari si prepara a salutare il 2025 come un anno da incorniciare: il Ftse Mib, secondo i dati aggiornati al 29 dicembre, mette a segno un rialzo del 30%, la migliore performance dal 2000. Crescono anche il Ftse All Share, anch’esso al +30%, e il Ftse Italia Growth, che avanza dell’8%. Le borse festeggiano, gli indici sorridono, i mercati guardano avanti con fiducia.
Ma l’altra faccia della medaglia racconta una storia diversa.
Imprese e famiglie in affanno
È l’economia reale a fare più fatica: quella delle imprese che lottano con costi crescenti, tasse e bollette da pagare o che rimangono insolute, una esasperante burocrazia; famiglie che fanno i conti con salari poveri, un potere d’acquisto eroso, troppi cittadini indebitati; dei servizi pubblici, a partire dalla sanità, che mostrano criticità strutturali. Una distanza sempre più evidente tra la ricchezza finanziaria e la vita concreta delle persone.
Appello ai moderati e alle soluzioni
Su questo divario richiama l’attenzione la Cisl che pone l’accento sul dialogo con il Governo e le forze politiche. La segretaria Daniela Fumarola ha chiesto con forza all’Esecutivo del premier Giorgia Meloni di aprire una nuova stagione di dialogo e concertazione con le parti sociali, per affrontare i nodi che tengono in apprensione il Paese: sviluppo, lavoro, salari, sanità, imprese, pensioni e non autosufficienza. L’obiettivo è chiaro e urgente: evitare: “una nuova, pericolosa fase di stagnazione” e rimettere al centro le priorità dei cittadini, a partire dai giovani e dalle opportunità che il lavoro deve tornare a offrire.
L’impegno de la Discussione
È in questo contesto che il ruolo dell’informazione diventa decisivo. La Discussione ha attraversato tutto il 2025 dando spazio a commenti, approfondimenti e analisi sui temi della politica e della società, mantenendo accesi i riflettori sui problemi sociali e sulle proposte che arrivano dalle associazioni di categoria e produttive. Un impegno editoriale costante, orientato a raccontare le difficoltà ma anche a valorizzare le idee e gli interventi che possono contribuire a soluzioni concrete.
L’augurio di un buon 2026
Il passaggio al 2026 non può essere solo un rito. Deve essere l’occasione per trasformare i segnali positivi dei mercati in benessere diffuso, per ridurre le disuguaglianze e restituire fiducia a chi oggi si sente ai margini della crescita. L’augurio è che il nuovo anno sappia mettere in sintonia finanza ed economia reale, politica e bisogni quotidiani.
A tutte le famiglie, alle imprese, ai giovani che cercano il loro spazio e alle persone anziane che chiedono attenzione e rispetto, La Discussione rivolge un augurio sincero: che il 2026 sia un anno di ascolto, responsabilità e risposte concrete. Buon anno.



