“Un accordo di cessate il fuoco temporaneo per il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza non è all’ordine del giorno”. Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura israeliano Miki Zohar a Channel 12, poche ore prima della riunione di governo. Secondo Zohar la linea di Israele è ormai definita: “C’è una chiara decisione dello Stato, e a mio parere potrebbe essere espressa in modo più chiaro nei prossimi giorni: solo un accordo completo. Non c’è più la possibilità di un accordo parziale”. Per il ministro, l’unico scenario sul tavolo è «la fine della guerra insieme al rientro di tutti gli ostaggi e alla smilitarizzazione della Striscia”.
Raid e vittime civili a Gaza
Intanto la situazione sul terreno resta gravissima. Almeno 18 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi israeliani dall’alba di oggi, secondo quanto riferito da Al Jazeera. Tra le vittime, 13 persone erano in attesa di aiuti alimentari. L’esercito israeliano ha intensificato i bombardamenti nell’area settentrionale di Gaza City, parte di un piano per conquistare la città e spingere via circa un milione di residenti. Migliaia di palestinesi continuano a fuggire dalle zone colpite, cercando riparo più a sud.
Ucciso Abu Obeida
Nelle ultime ore è arrivata anche la notizia della morte di Abu Obeida, portavoce delle Brigate Al Qassam, il braccio armato di Hamas. Secondo quanto riportato da una fonte palestinese ad Al Arabiya, l’uomo sarebbe stato ucciso ieri pomeriggio in un raid israeliano che ha colpito un appartamento, causando la morte di tutte le persone presenti all’interno. Il corpo sarebbe già stato identificato sia da membri della famiglia che da dirigenti delle Brigate. Abu Obeida, figura simbolica della comunicazione militare di Hamas, era considerato un portavoce di primo piano per l’organizzazione.